Avellino

Mike Shinoda, ex rapper e fondatore dei Linkin Park, storico gruppo rock alternativo americano, è tornato in Italia dopo la parentesi dello scorso settembre per la seconda parte del suo tour. Un autentico spettacolo con cui sta emozionando e coinvolgendo i suoi fan con i brani contenuti all'interno di “Post Traumatic”, il suo album da solista, prodotto in seguito al personale dramma vissuto per la prematura scomparsa del cantautore, musicista ed amico Chester Bennington. Tra le tremila persone che hanno assistito al suo concerto, ieri sera, al "Fabrique" di Milano, c'era anche una coppia di ragazzi irpini: Claudio Petrozzelli e Antonia De Falco. I due, tifosissimi dell'Avellino oltre che appassionati di viaggi e musica, hanno raggiunto l'albergo dove Shinoda ha pernottato riuscendo ad incontrarlo. L'occasione è stata propizia anche per chiedergli di indossare un cappello dell'U.S. Avellino. L'artista, incuriosito, dopo aver chiesto informazioni sulla squadra biancoverde, ha acconsentito e si è fatto immortalare in un selfie prima dell'esibizione. Non è stato, però, l'unico ricordo che Claudio e Antonia hanno portato via con sé nel viaggio di ritorno perché, avendo lo stesso Claudio vinto il “meet and greet” - una sorta di concorso che permette a un ristretto numero di fortunati di conoscere in prima persona il protagonista sul palco - è riuscito a incontrare nuovamente Shinoda facendosi perdonare per aver un errore commesso in precedenza: aver “toppato” lo scatto di gruppo, non rendendosi conto che il suo cellulare lo aveva “tradito” sul più bello. Come? con una dedica per il compleanno della sua Antonia. Due ricordi da custodire gelosamente mentre Shinoda, stasera, canterà di nuovo, stavolta al teatro "Geox" di Padova.

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