Avellino

“Breve trattato sul lecchino” è il libro che Antimo Cesaro, ex sottosegretario ai Beni Culturali e parlamentare, ha presentato al Circolo della stampa. L’autore, attraverso la storia e la letteratura – da Aristotele a Dante, da Machiavelli a Musil – descrive il ritratto impietoso di una creatura immortale: il lecchino. “Il lecchino è una figura immortale, una tipologia umana che rappresenta una persona che non avendo nè meriti nè talenti aspira a ricoprire ruoli assai significativi. Quindi anziché affidarsi alla sua intelligenza si affida ad un muscolo volontario che è la lingua di cui fa un uso improprio ma che molto spesso riesce a sortire gli effetti di cui si proponeva. Negli anni la figura del lettino non è cambiata nel mio trattato sul lecchino prendo le mosse dall'antichità percorro il Medioevo e il Rinascimento fino ad arrivare alle soglie del Novecento”. Cesaro non arriva a trattare anche la contemporaneità ma spiega “laddove c'è il potere inevitabilmente c'è un codazzo di lecchini ossequienti che cerca di raggiungere il risultato. Certamente le dinamiche politiche di oggi, affidandosi a figure di capi carismatici, incrementano questa pratica perché bisogna adorare il potente per riuscire a conseguire un risultato all'interno di una compagine politica o di un'azienda o dell'università o di una qualunque associazione che mira a creare classi dirigenti, drogate della loro capacità".