Avellino

Lutto in Irpinia per la morte di Ciro Margiotta. Una vita la sua spesa per cercare campioni, formarli. Tanti i piccoli talenti in erba che arrivavano da lui per vestire la casacca delle giovanili della SS Lazio Re Cecconi o del Toro. Gigante buono, signore d’altri tempi, amava lo sport nel senso nobile e autentico del termine. E’ morto a 65 anni dopo aver perso la sua battaglia contro un brutto male. 

Al suo fianco, tra i tanti, la sorella Rita. Con lei aveva creato l’associazione “Pietro Bove, un angelo caduto in volo”, dedicata al nipote, un giovanissimo compositore e chitarrista, scomparso troppo presto. Nella sua Picarelli l’ultimo saluto.

Numerosi i messaggi di cordoglio. “Con notevole ritardo apprendo la notizia della morte di una persona che ha fatto parte della mia giovinezza "calcistica”Se ne va un Presidente con la P maiuscola e artefice della migliore "Scuola Calcio" della Provincia(Re Cecconi,Torino)....Vola via dal tuo Carissimo nipote Pietro”. Annota Tarquinio.

“Piango la perdita di un collega, a Ciro Margiotta voglio solo dire Grazie dell'amicizia e consigli dati. Mancherai tanto a tutti noi”, scrive Nunzio Grella.

“Ci lascia una immensa eredità di valori ,nelle attività più disparate: un patrimonio di sani principi,un fulgido insegnamento di impegno nel sociale, nella formazione dei giovani, nell’altruismo e nella generosità verso il prossimo. Si resta attoniti, sprofondando nello sconforto, per aver perso un esempio,un riferimento per tutti: ma questa è la traccia che lasciano solo i grandi; un solco profondo , che segna accoratamente l’animo di tutti noi” scrive Lory, descrivendo lo straordinario tratto umano di Ciro.