Sui gialli legati alla sanità molto s'è detto, tanto, troppo non è mai stato scritto. Uno vede le ricostruzioni su quanto accade in Calabria e strabuzza gli occhi, pensando che quello è un altro mondo.
Sarà. E se venissimo alle stranezze nostre, alle cose extraterrestri che vediamo accadere sotto i nostri oggi, ora, adesso?
S'è scritto, poche settimane fa, di uno scandalone che aveva attraversato l'Asl di Avellino, affidata alla direzione generale di Maria Morgante, che tra qualche mese dovrebbe essere riconfermata nel ruolo o, per chiari meriti dimostrati sul campo, promossa ad altre e più estese aziende sanitarie campane, magari italiane.
Dei dipendenti (due o forse tre), approfittando delle maglie non larghe ma larghissime della burocrazia di via degli Imbimbo, si erano autoliquidati compensi stratosferici, si suppone aumentando a dismisura le ore di straordinario.
Il fatto è risultato talmente eclatante che la direzione generale (Maria Morgante) si è affrettata a mettere cappello sull'inchiesta della magistratura spiegando, nero su bianco, che tutto era partito su sua segnalazione.
Ora, a parte che tutto è venuto fuori grazie a una rivelazione del governatore De Luca, che, preso da ansia oratoria, parlando delle disfunzioni cui lui aveva messo mano per raddrizzare la sanità, ha citato come caso limite i dirigenti dell'Asl di Avellino che si triplicavano lo stipendio. In pratica, grazie a questi dipendenti infedeli, ha detto che ad Avellino ci sono dei mariuoli e che lui li ha scoperti.
Così è andata. E a quel punto, sia la magistratura sia la direzione generale non hanno potuto far altro che confermare: sì, il fatto era accaduto (non si sa come, non si sa perché) ma era stato denunciato. Mentre la magistratura, con i suoi tempi lunghissimi, ha iniziato a operare, la direzione generale, anche questa presa da ansia oratoria probabilmente, ha preannunciato (nero su bianco) provvedimenti immediati e durissimi.
Così è andata? Beh, pare proprio di no. Vorremmo essere smentiti ma sembra che uno dei probabili responsabili di questo paradossale magheggio con le buste paga, dopo un lungo periodo di malattia, sia ritornato al proprio posto, nello stesso ufficio. Non solo. Vorremmo sapere se corrisponde a verità che la speciale commissione a capo dell'Ufficio Procedimenti disciplinari, regolarmente nominata il 4 settembre dello scorso anno, e composta da Mariarosaria Di Trolio (presidente), Elisabetta Granata (componente titolare), Anna Cerciello (componente titolare) e Giuseppe Cerrato (componente titolare), da quando è stata presentata (dalla solerte Direzione generale) regolare denuncia non ha trovato il tempo di riunirsi una sola volta ed affrontare il caso, magari in autotutela, azzardando una qualche piccola sospensione, una bacchettata sulle manine o una tiratina d'orecchi?
Ed è normale che una persona che è sottoposta ad indagini perché si ipotizza che abbia fatto qualche magheggio (lo dice la Direzione generale, non noi) torni sul luogo dell'asserito misfatto, magari potendo fare qualche altro magheggio e far fuori prove che la magistratura, con i suoi tempi, non ha ancora acquisito?
Tutta la sanità della Calabria è stata commissariata (hanno dovuto nominare un generale per avere una qualche speranza di legalità) perché queste “distrazioni” erano diventate sistema, creando un meccanismo perverso in base al quale in una stanza nessuno era tenuto a sapere cosa accadesse a un metro dal proprio naso.
Quindi, visto che è complicatissimo far arrivare comunicazioni da un piano all'altro di via degli Imbimbo, figuriamoci da una sede all'altra in Irpinia, chiediamo noi al presidente dell'Ufficio procedimenti disciplinari Mariarosaria Di Trolio, a Elisabetta Granata, Anna Cerciello e Giuseppe Cerrato potete trovare il tempo di prevenire altri sprechi di denaro pubblico esaminando quanto sia accaduto negli uffici del dirigente A. A. dove il dottor G.L.T., stando al governatore De Luca, si triplicava lo stipendio?