Avellino

Da Casal di Principe e da Avellino si alza forte il grido della società civile contro tutte le mafie. Ieri la marcia per ricordare don Peppe Diana a 25 anni dall'omicidio sul sagrato della sua chiesa per essersi rifiutato di dare la comunione a un camorrista, domani nel capoluogo irpino il corteo regionale per la memoria e l'impegno nel ricordo delle vittime innocenti della camorra. In prima fila ci saranno i loro familiari a cominciare da Antonietta Oliva la vedova di pasquale campanello il sovrintendente della polizia penintenziaria assassinato nel febbraio del 1993 sotto casa sua a Torrette di Mercogliano “Il dovere della memoria è un dovere per tutti noi, l'importante è non dimenticare perché non possiamo rinnegare ciò che è accaduto e dobbiamo far sì che non accada mai più”. La vedova di Campanello porta avanti da anni la sua battaglia per trovare gli assassini del marito. Una battaglia per amore della giustizia, a 26 anni di distanza la verità su questo terribile omicidio fatica ancora ad emergere. "Ne ho parlato anche con il Ministro della Giustizia il quale mi aveva promesso più in là un incontro. Speriamo di averlo perché finché non sapremo la verità non possiamo andare avanti. Finché non troveremo che ha tolto il padre i miei figli lo Stato sarà sempre in debito con noi”