Bar, edicole e tabacchi senza biglietti dell’Air, che diventano il Santo Graal per chi viaggia, e i pendolari sono su tutte le furie in Irpinia. Utenti costretti ad acquistare i tagliandi a bordo del mezzo, ed è polemica. Sì perchè così viaggiare costa di più perché c’è da pagare un supplemento all’autista che in base alla corsa varia da 0,50 centesimi a 1,50 euro. Le scorte sono finite in molti, troppi, punti vendita. “Avremo un incontro la prossima settimana con i referenti di Unicocampania - assicura il legale rappresentante dell’Air, Alberto De Sio -. Faremo il punto sulla mappa della distribuzione e criteri di approvviggionamento dei rivenditori. I rifornimenti credo siano il primo problema. Serve una mappatura precisa. Chiederemo ad Unicocampania di informarci con puntualità su come l’ente appaltamente del servizio distribuzione, Giraservice, stia distribuendo i biglietti. Non vorrei che si stesse verificando delle strumentalizzazioni sul caso».
Fatto sta che nei fatti a pagare il prezzo del caso biglietti tra aggi sui biglietti dei bus e rincari sono proprio gli utenti.
«Il vero problema - spiega il manager De Sio - è che secondo i criteri imposti da Unicocampania, e messi in pratica dalla Giraservice,chi distribuisce i biglietti deve pagare prima il carico. Dunque sono proprio i gestori ad essere meno disposti ad accaparrarsi molti tagliandi. Credo che chiedano ritocchi sugli aggi». Insomma, il sospetto, secondo De Sio, è che la situazione di emergenza potrebbe, secondo i lavoratori del settore, imporre un “ritocco” alle regole.
Il guadagno, nei fatti, sarebbe fin troppo ridotto per i rivenditori: i tagliandi una volta venduti consentono di incassare una percentuale del 2 per cento circa.
Intanto il caos è servito. Gli autisti dei mezzi Air sono costretti a effettuare uno sbigliettamento più che intenso. I riflessi sono ovvi tra ritardi e stress per chi guida e per chi viaggia. “Siamo, nei fatti, obbligati a fare i bigliettai”, racconta qualche autista a piazza Macello più che esasperato. Dal canto suo Caso della Uil spiega come tra disagi, costi elevati e disservizi a pagare il prezzo più alto sono proprio i pendolari. «La distribuzione e la vendita dei biglietti – sostiene il sindacalista – è una cosa necessaria.
Si sta generando un caos senza fine sia per i pendolari sia per il personale: è assurdo che gli autisti debbano fare anche i bigliettai. Qui si rischia la paralisi». La ricaduta ovvia è quella dell’aumento dei tristemente noti “portoghesi” si viaggia a uffa. Insomma, non si paga il biglietto in tanti sui bus della città, un pò di meno su quelli extraprovinciali.
Sul caso intervengono anche i sindacati rimarcando come la ricaduta peggiore è non solo economica, ma anche per il servizio essenziale. staccare biglietti per chi guida è, nei fatti, una mansione in più. Risultato? SI parte più tardi.
«Ci siamo attivati immediatamente – dice il manager – contattando Unicocampania. Questo consorzio gestisce la tariffazione integrata del trasporto pubblico campano e che ha dunque la responsabilità di quanto sta accadendo. Non dipende dall’Air». Insomma, una bella grana per chi si occupa del servizio.
Manager, si parla di biglietti introvabili, c’è chi ironizza parlando di una vera e propria caccia al tesoro…
Non dipende da noi. La Giraservice si occupa del servizio. Ci sarà un incontro per fare il punto e trovare una soluzione. La distribuzione è il primo tassello da mettere a posto.
Ma il rincaro a bordo sui tagliandi non è forse un pò caro?
Assolutamente no. Siamo perfettamente in linea con la normativa ì. Sono regole, che su altri territori sono anche più severe.
Dottore, ma i pendolari sono davvero esasperati…
Non vorrei che dietro questo “caso biglietti” ci sia la volontà di qualcuno che ci vuole speculare. Si usa la carenza cronica e disagio nel servizio per provare magari a rivedere alcuni criteri. Chissà…
Dove si registrano le proteste maggiori?
Mi segnalano un vero e proprio caso Alta Irpinia.
Senza contare , dottore De Sio, la prevedibile ricaduta: aumentano i portoghesi…
E certo. In situazioni di emergenza c’è sempre qualcuno che prova a fare il furbo. Per questo ho chiesto ai miei dipendenti tolleranza zero con chi trasgredisce. Voler viaggiare senza biglietto non è consentito.
Cosa chiedono i rivenditori?
Criteri diversi e un aumento, un ritocco degli aggi.
CI sarà?
Non credo. Parleremo di tutto nel tavolo della prossima settimana. Lamentano che le regole di Unicocampania sono un pò “strette” ma quelle sono le regole.
Insomma, un vero e proprio caso aperto quello dei biglietti che non si trovano per chi viaggia. Tutto ha avuto inizio ad aprile dell’anno scorso, quando all’agenzia De Rosa di via Circumvallazione, che dal 2012 gestiva il servizio, è stata ritirata la concessione. Ora si aspetta il summit della prossima settima a Napoli, nella speranza che si trovi l’agognata intesa su un servizio così importante per migliaia di persone.