Trentacinquemila persone hanno invaso le vie di Avellino per la 24° marcia della memoria e dell'impegno organizzata da Libera. Un fiume di studenti, associazioni, istituzioni e rappresentanti dello Stato che si è snodato dallo stadio Partenio a piazza Libertà dove sono stati letti i 1011 nomi delle vittime innocenti di tutte le mafie. Una giornata per ricordare che lo stato è presente contro la criminalità organizzata nel ricordo di chi ha sacrificato con la propria vita questo impegno o con la sola colpa di essere stato al posto sbagliato nel momento sbagliato.
Il procuratore capo di Avellino Rosario Cantelmo ha invitato tutti a tenere alta l'attenzione sul fenomeno camorristico, né la politica ne gli enti pubblici sono immuni dal rischio contagio. “La camorra sta cambiando pelle, sta entrando nell'economia e nelle istituzioni ed è molto difficile individuarla, stanarla. Per questo la guardia va tenuta molto alta e manifestazioni come quella di oggi sono fondamentali: complimenti ai ragazzi di Libera. Che sia stata scelta Avellino mi sembra molto importante perchè finalmente si capisce che questo territorio non è esente da queste preoccupazioni. Io lo dico da tempo e mi fa piacere che ora possa condividere il mio pensiero con tutta questa gente”.
Al momento dell'applauso finale dopo il lungo rosario civile recitato dal palco era plastica la commozione dei familiari delle vittime. Tra di loro Antonio Cesarano, il papà di Genny ucciso per errore nel settembre 2015 durante una stesa al Rione Sanità . “Questo non è solo un momento di commozione e di ricordo per quelle singole tragedie che ognuno di noi ha vissuto ma serve anche a capire che attraverso l'impegno per la legalità e i pensieri verso gli altri ci auguriamo che queste cose non capitino più. Sono ferite che non si rimarginano mai, è dura dover ascoltare un elenco di vittime così lungo e che purtroppo di anno in anno continua ad arricchirsi di altri nomi di innocenti”.