Benevento

Rinviate a giudizio dal gup Maria Ilaria Romano, come aveva chiesto il procuratore aggiunto Giovanni Conzo, presente in udienza, le sei persone chiamate in causa a vario titolo in un'inchiesta della guardia di finanza di Napoli e di Montesarchio in materia di inquinamento ambientale a Sant'Agata dei Goti.

Dovranno affrontare il processo, che partirà il 23 aprile, Giovanni Izzo, 51 anni, di Sant'Agata dei Goti, legale rappresentante della Unitrans, una società di trasporti e stocaggio rifiuti , da ieri agli arresti domiciliari per la violazione del divieto di dimora in Campania al quale l'aveva sottoposto nel settembre dello scorso anno il Riesame, al quale la Procura aveva fatto appello perchè il gip Loredana Camerlengo aveva disposto il sequestro dei mezzi ma aveva detto no ad una richiesta di custodia cautelare in carcere.; Fabrizio Izzo, 26 anni, figlio di Giovanni, Giovanni Izzo, 50 anni, e Antonio Martino, 25 anni, dipendenti della ditta; Alfonso Fabbricatore, 32 anni, di Nocera Inferiore, ed Alfonso Sellitto, 52 anni, di Mercato San Severino, amministratori di due ditte, difesi dagli avvocati Pietro Romano, Antonio Panarese, Domenico Vincenzo Ferraro, Salvatore Brancaccio, Andrea Ricciardi e Aniello Feleppa.

Nel mirino degli inquirenti, come è ampiamente noto, il trasporto e lo sversamento di rifiuti “speciali pericolosi e non, senza autorizzazione”, nella zona della cava dismessa alla località Palmentata di Sant'Agata dei Goti e, per il materiale proveniente dalle ditte di Sellitto e Fabbricatore, in un'area a Limatola.

Tutto ciò avrebbe determinato a Sant'Agata, in “una vasta area, di circa 18.000 metri quadrati, sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali (in quanto adiacente ad un alveo e due laghi artificiali identificati come “oasi del verde”), una contaminazione significativa di una parte del suolo”.