Su una cosa sono d'accordo Raffaele Cantone e Sergio Costa: il tema delle bonifche nella terra dei fuochi è centrale, biosgna fare presto ma per fare presto si rischia di rimettere questi territori nelle mani di chi li ha devastati. L'allarme arriva a margine di un convegno organizzato dall'Ordine dei Commercialisti di Napoli Nord a Giugliano.
Il ministro dell'Ambiente e il presidnete dell'Autorità Nazionale Anti corruzione sono stati invitati a discutere le problematiche inerenti le nuove regole che sono oggetto dello "Sblocca Cantieri" varato dal Governo giallo verde. Su queste regole Cantone ha già espresso le sue riserve, e oggi conferma: "Sono molto preoccupato rispetto a certe regole che sono oggetto dello sblocca cantieri, come l'aumento del sotto soglia e soprattutto la liberalizzazione dei sub appalti. Lo so bene cosa si nasconde dietro i sub appalti soprattutto in certi contesti e chiederò al ministro Costa di tenere alta l'attenzione perché non possiamo finire nel paradosso che i criminali dopo aver inquinato facciano poi le bonifiche».
Ma l'ex generale Costa vuole accelerare. Il pressing che arriva dai territori è forte. La marcia per il clima di sabato scorso a Roma ha visto per la prima volta insieme tutti i coitati che lottano per la difesa dell'ambiente e della salute, e dalla Campania sono partite circa 2mila persone per manifestare contro il lassismo di questo esecutivo che sui grandi temi ambientali tarda a dare risposte. C'è un problema normativo da superare.
«Quello che interessa più di tutto è fare le bonifiche presto, ma c'è bisogna di cambiare l'attuale norma» detto il ministro Costa: «Al momento abbiamo conferenze di servizi di oltre 1600 aree - ha aggiunto il ministro - e sono tutte interlocutorie. È il momento di dare un tempo e di partire con le bonifiche».