Benevento

Hanno declinato le loro generalità, alternandosi al banco dei testimoni, e risposto ad una sola domanda valida per tutti. “Sì, quel giorno c'ero”, hanno detto i ventidue studenti dei Licei classico e scientifico (14 di Sant'Agata dei Goti, tre di Moiano, due di Airola, gli altri di Ceppaloni, Arpaia e Cervinara) che questa mattina hanno affollato l'aula della Corte di assise per il processo, fissato dinanzi al giudice Francesca Telaro, nei confronti di Gina Pompea Faraonio (avvocati Dario Vannetiello e Angelo Leone), legale rappresentante della 'Fa.Fa snc', la società che gestiva i locali, imputata di di lesioni colpose ed immissione di fumi dannosi.

Accuse contestate nell'indagine sull'intossicazione da monossido di carbonio della quale avevano fatto le spese, il 20 gennaio del 2016, numerosi giovani di scuole di Benevento e della provincia che all'interno dell'ex cinema San Marco di Benevento stavano prendendo parte ad un convegno del Festival filosofico del Sannio al quale era stato invitato, come relatore, Massimo Recalcati.

I ragazzi che questa mattina hanno deposto fanno parte dell'elenco delle 68 parti civili, ma si tratta di coloro – altri saranno ascoltati il 18 giugno – che non hanno presentato una querela.

A carico di Faraonio sono state prospettate condotte di presunta “negligenza, imprudenza ed imperizia”, per non aver provveduto alla manutenzione ordinaria del sistema caldaia – canna fumaria, il cui malfunzionamento – secondo gli inquirenti -, dovuto “sia alla sua errata installazione in difformità alle leggi e norme vigenti, sia all'accumulo di fuliggine alla base della canna fumaria che aveva ostruito completamente l'imbocco del canale da fumo della stessa, aveva provocato emissioni di monossido di carbonio in concentrazione massima superiore alla soglia pari a 40 ppm, tale da cagionare una intossicazione da monossido”.

L'indagine è stata scandita anche dalla fissazione di un incidente probatorio chiesto dall'avvocato Vannetiello. Un appuntamento nel corso del quale il gip Maria Ilaria Romano aveva affidato all'ingegnere Giovanni Scrima l'incarico di una perizia sull'impianto di riscaldamento, eseguita alla presenza dell'ingegnere Roberto Pedicini, consulente della difesa. Quest'ultimo doveva comparire oggi, ma non ha potuto farlo per motivi di salute. Se ne parlerà a giugno.

Per le parti civili gli avvocati Vincenzo Regardi – ha chiesto che al termine dell'istruttoria vengano escussi tre poliziotti e, in relazione alla gestione ed alla proprietà dei locali, il dirigente dell'Ufficio tecnico del Comune, Maurizio Perlingieri -, Alessandro Della Ratta, Pietro Farina, Tonino Biscardi, Roberto Pulcino, Nicola Covino, Pierluigi Pugliese, Mario Cecere, Massimiliano Cornacchione, Elena Cosina, Antonio Laudanna, Nunzia Meccariello, Francesco Iacuzio, Maurizio Giannattasio, Lucio Giuseppe Martino, Mariangela Crisci, Vittorio Fucci, Angelo Montella, Teresa Napolitano, Antonella Maffei, Paolo Abbate, Fiorita Luciano, Mario Izzo, Katia Iannotti, Antonio Suppa e Giuseppe Sauchella.