Avellino

L'Avellino ha tesserato il difensore, classe '90, Walter Zullo. Una scelta improvvisa e a sorpresa, almeno stando al comunicato, diffuso lo scorso 8 gennaio della SSD irpina, nel quale si puntualizzava - oltre a invitare, in via informale, a puntualizzare - che il calciatore sarebbe stato solo di passaggio in biancoverde per usufruire "della professionalità del responsabile medico della Calcio Avellino SSD, Gennaro Esposito, e del prepartore atletico, Pietro La Porta, per un percorso riabilitativo mirato e personalizzato". Un lavoro, dunque, che sarebbe stato finalizzato unicamente ad aiutarlo a rimettersi in sesto dopo aver rimediato, il 5 maggio 2018, con la maglia della Pistoiese, la frattura del terzo distale del perone.

E invece, nella nota diffusa nel pomeriggio per comunicare che ha firmato per i lupi sino al prossimo 30 giugno, dietrofont per annunciare che Zullo "è stato seguito nell’ultima fase riabilitativa dal preparatore atletico Pietro la Porta e dallo staff medico della Calcio Avellino SSD, guidato dal professor Gennaro Esposito, ed ora è a disposizione di mister Giovanni Bucaro fino al termine della stagione."

Un cambio di scenario che sarebbe determinato, stando a indiscrezioni raccolte fonti vicine alla società in concomitanza con la pubblicazione della nota ufficiale, da motivi di carattere assicurativo dovendo Zullo tornare a toccare il pallone; avendo bruciato le tappe del suo rientro: è nel contempo, però, autoevidente che, oltre la motivazione fornita, non era obbligatorio che lo facesse in biancoverde, ma per il rapporto di stima reciproca che si è instaurato con lo staff tecnico, e dato che avrebbe potuto farlo solo in categorie inferiori, con un punto interrogativo circa la sua destinazione, alla fine è rimasto.

E così, meglio guardare in faccia alla realtà oltre: si è semplicemente scelto, probabilmente programmato, di provare, con successo, a far ristabilire per poi contrattualizzare Zullo, che, seppur nelle gerarchie debba necessariamente considerarsi il quinto centrale (servirà un altro mese per rivederlo in campo, ndr), ripartirà proprio all'ombra del Partenio. C'era o c'è qualcosa di male al solo diffondersi del pensiero che potesse essere tesserato? Nulla, se chi lo ha visitato ha ritenuto di concedergli il via libera; nonostante il suo ritorno fosse stato accompagnato da scetticismi rispetto al suo stato di forma, che, volente o nolente, fanno parte del gioco e di cui non c'era fretta e motivo, eventualmente, di premurarsi al punto di puntualizzare che, alla fine, sarebbe andato via.

Tant'è. È andata come è andata. Meglio non arrovellarsi ulteriormente la mente anche perché, a due giorni dalla chiusura della finestra per il tesseramento degli svincolati; continuando a monitorare costantemente le sue condizioni, il centrale, promosso in Serie B coi lupi nella stagione 2012/2013 (che ha contribuito all'opzione della sua permanenza rimettendosi in gioco con un vincolo che non peserà sulle casse societarie, ndr) rappresenterà comunque quello un tassello d'esperienza; un'alternativa in più in vista di un finale di stagione che potrebbe allungarsi con i play-off. Una potenziale coda di campionato in cui, con Dondoni tormentato dalla pubalgia e i difensori usurati dalle fatiche di un'intensa annata agonistica, il sannita - che indosserà la maglia numero 4 - potrebbe anche riuscire a ritagliarsi uno spazio in campo.