L'intraprendenza è una dote che non è mai mancata a Nunzia De Girolamo. Chiunque, al suo posto, dopo la bocciatura alle elezioni comunali del 2006, avrebbe deciso di mollare. Non lei, per nulla rassegnata, evidentemente, a dedicarsi esclusivamente alla professione di avvocato. Il fuoco dell'impegno politico ardeva in lei, coordinatrice dei giovani di Forza Italia, che non aveva perso l'occasione per presentarsi a Silvio Berlusconi in un modo sicuramente originale.
Il leader degli azzurri se l'era trovata di fronte a Napoli, nel 2007, al termine di un comizio, quando si era visto consegnare una pigotta dell’Unicef ribattezzata Libertà. Un momento che rappresenta lo spartiacque nella carriera di De Girolamo, che nei mesi successivi diventa responsabile del partito a Benevento e, l'anno successivo, caduto il governo Prodi, viene eletta alla Camera nella fila del neonato Pdl, il Partito della libertà. I giornali cominciano ad occuparsi di lei in una delle prime sedute a Montecitorio, allorchè, con la collega Gabriella Giammanco, è protagonista di uno scambio di bigliettini con il premier. Berlusconi, ovviamente.
Qualche anno dopo, invece, le cronache parlamentari lasceranno spazio a quelle 'rosa' per l'incontro, galeotto, con Francesco Boccia, del Partito democratico. Un rapporto che sfocia, nel 2011, nel matrimonio e, poi, nella nascita di una bimba. La legislatura si conclude, si va alle urne. E Nunzia De Girolamo riapproda ancora alla Camera.
E' il 2013, l'anno della sua consacrazione: diventa ministro delle Politiche agricole del governo presieduto da Enrico Letta, nessuno più ricorda i suoi inizi di segno negativo. Dopo qualche mese annuncia le sue dimissioni, che vengono respinte. Segue Angelino Alfano nella nuova avventura con il Nuovo centrodestra, non immagina che la sua vita stia per essere investita da una bufera giudiziaria che si alza dalla Procura della sua città.
E' chiamata in causa dall'inchiesta sull'Asl, per la quale è imputata in un processo ancora in corso. Le registrazioni dei colloqui con i vertici dell'Azienda sanitaria nell'abitazione del padre la mettono in fortissimo imbarazzo, al punto da indurla, nel gennaio 2014, a rinunciare al Dicastero che guida.
Viene nominata capogruppo alla Camera del Nuovo centrodestra, che poi abbandona per far rientro in Forza Italia (il Pdl non c'è più), ma la speranza della terza elezione viene annullata nel 2018, in un clima di forte contrapposizione con i vertici campani del partito, da una candidatura come capolista per il proporzionale nel collegio Bologna-Imola. Dopo dieci anni, dunque, non siede più in Parlamento.
Comincia la 'second life': mentre continua ad apparire in tv, avvia una collaborazione giornalistica con Il Tempo e Libero e, poi, con Massimo Giletti, diventando inviata della trasmissione 'Non è l'Arena', in onda su La7. Certo che contano, nelle nuove possibilità che le vengono offerte, le relazioni strette nel tempo, ma contano solo se poi funzioni davvero. E lei, dal piccolo schermo, sembra funzionare nel ruolo che le è stato ritagliato.
Non è finita, perchè ora è il turno di 'Ballando sotto le stelle': rumba, salsa, tango, piroette più o meno acrobatiche che non paiono però far notizia più di tanto. Perchè Nunzia, dalla pigotta in poi, non se n'è mai stata a braccia incrociate, ma ha sempre 'ballato' alla ricerca di un posto al sole. E non è il suggerimento per l'ennesima esperienza, stavolta in una fiction.