La Galleria Principe ha una storia che è emblematica per Napoli. La struttura non si è mai integrata con la città ed è rimasta per decenni uno spazio vuoto, degradato e privo di un vero valore urbano.
Oggi i cancelli sono chiusi, i cornicioni cadono come se si sbriciolassero e i clochard vi trovano riparo. L’odore nauseabondo che si respira camminando sotto i portici di via Pessina rende l’ambiente più simile ad un urinatoio pubblico che ad una galleria commerciale storica.
La Galleria Principe è il simbolo di una città che, da sempre, ha anche provato a trasformarsi e a creare nuovi spazi urbani, ma che nella messa in pratica delle idee non è riuscita, ha fallito. Spesso i sogni di recupero e sviluppo si sono rivelati nella dei veri e propri incubi.
Eppure la Galleria Principe per posizione, difronte al MANN, il museo o che sta diventando sempre più centrale nel sistema culturale e turistico, cittadino, nazionale, continentale e mondiale, dovrebbe essere un gioiello cittadino, e invece è un esempio di degrado, sporcizia e incuria in pieno centro storico.
La Galleria Principe ha una storia travagliata sin dalla sua ideazione. Erano gli anni ‘50 dell’800 quando si ebbe l’idea di recuperare le vecchie “fosse del grano” i granai cittadini, per dare anche a questa zona della città una funzione urbana ben definita. Tra ritardi e blocchi, i lavori furono ultimati solo nel 1883 e mentre si era pensato ad una galleria commerciale, molti spazi furono destinati ad uffici pubblici, il che la rese vuota ed inutilizzata negli orari serali diventando luogo di scorribande per i vandali della zona.
Negli anni questo luogo non ebbe mai un vero valore per i cittadini e rimase vuoto e dimenticato. Il degrado e la mancata manutenzione portarono al crollo della facciata principale nell’agosto del 1965. Dopo il crollo si pensò addirittura di abbattere l’intero edificio ma alla fine dopo quattro anni furono intrapresi i lavori di ricostruzione.
Oggi la Galleria Principe resta con I cancelli chiusi da pesanti catenacci, dopo lavori di restauro, di messa in sicurezza la riapertura è stata breve e fallimentare. Tra promesse di recupero, di riconsegna della Galleria ai cittadini, questa struttura resta chiusa e abbandonata.
Ad oggi sembra un monumento alle sofferenze degli ultimi che vi dormono avvolti tra giornali e coperte e all’apatia amministrativa che non è mai riuscita in più di un secolo a dare un senso e una funzione a questo spazio affascinate e meraviglioso al centro del cuore storico napoletano.