Avellino

Come cambiano in fretta le cose nel calcio. Un giorno sei lì ad attendere una partita che potrebbe farti accedere ai play off di Serie D. Cinque anni dopo aspetti con trepidante attesa la gara più importante della stagione, quella che potrebbe notevolmente alimentare la fiammella del sogno chiamato "Serie A".

Quello che sta vivendo l'Avellino, da sabato pomeriggio, da poco dopo il triplice fischio finale di Pezzuto di Lecce che ha sancito l'aritmetica certezza di poter disputare per la prima volta nella storia del calcio biancoverde gli spareggi promozione in massima Serie. Un obiettivo voluto e conquistato. Agognato, perché frutto di una cavalcata lunga cinque anni. Iniziata sui campi di periferia in Serie D, proseguita su quelli di Lega Pro e chiusa, almeno per il momento, su quelli di Serie B.

Cinque anni fa, in questo preciso giorno, l'Avellino aveva appena saputo dove avrebbe disputato lo spareggio per accedere ai play off del girone I del Campionato Nazionale Dilettanti. Il 4-2 incassato nell'ultima giornata di campionato a Trapani (guarda un po' gli scherzi del destino), aveva permesso alla Rossanese di raggiungere i lupi al quinto posto in classifica.

Allo stadio "XXI settembre" di Matera, il 22 maggio del 2010, D'Angelo e compagni, guidati da Sasà Marra in panchina, batterono con una rete di Majella la formazione calabrese e si aggiudicarono la possibilità di sfidare il Trapani, al Provinciale, nella semifinale disputata, e ancora una volta il destino ci mette lo zampino, proprio il 26 maggio.

Cinque anni dopo, il 26 maggio del 2015, l'Avellino sarà ancora impegnato nei play off. Questa volta ben più importanti. I lupi non conoscono ancora il nome dell'avversario da affrontare. Né l'orario, né quale sarà il teatro dell'evento. Ma sanno, però, che bisognerà chiudere, momentaneamente, un ciclo apertosi cinque anni fa contro la Rossanese. E poi continuare a sognare.

Carmine Roca