Hanno urlato tutta la loro rabbia. L'indignazione di veder negare le cure ai propri bambini. Corteo di protesta, questo pomeriggio a Benevento, per le famiglie dei ragazzi autistici per i quali, l'Asl ha interrotto, dallo scorso 31 marzo, i trattamenti terapeutici Aba, erogati in forma 'indiretta' (cioè mediante rimborso delle spese sostenute dalle famiglie), secondo una indicazione regionale.
“I nostri bambini sono rimasti senza terapie – spiega Elena Pinto, presidente dell'associazione Faba e prosegue –. Abbiamo incontrato il direttore dell'Asl di Benevento Picker ma la sua posizione categorica è quella di fermare le terapie in forma indiretta. Si sforzerà, invece, di elaborare soluzioni attivando terapie in assistenza diretta, ma al momento non è in grado di erogarle”.
E' per questo che le famiglie sono scese in piazza in un corteo colorato di blu, la tinta che rappresenta l'autismo. Hanno sfilato per far sentire la loro voce. Da piazza Castello con striscioni e fischietti hanno percorso Corso Garibaldi per portare poi la loro protesta sotto la sede dell'Asl di via Oderisio, in piazza Risorgimento.
“Lo stop imposto dall'Asl è intollerabile perché - spiega ancora Elena Pinto - parliamo di equilibri precari che si perdono nel giro di pochissimo tempo e portano i ragazzi ad una regressione inimmaginabile. E' per questo che chiediamo una proroga di tre mesi delle modalità di erogazione indiretta delle terapie e un tavolo di confronto che possa garantire una situazione equa per tutti”.
Una situazione per la quale l'azienda sanitaria ha già reso noto che “sono in corso di definizione tutte le possibili iniziative finalizzate a garantire la continuità della erogazione delle cure, compresa l’attivazione delle procedure per l’arruolamento delle necessarie risorse professionali, per la somministrazione dei trattamenti, nel rispetto delle indicazioni degli organi regionali”.
Intanto 56 bambini e 34 famiglie, purtroppo, sono stati lasciati soli.