Le ultime due partite del turno infrasettimanale (Lecce-Cosenza 3-1 e Pescara-Palermo 3-2) hanno dato l'ultimo ritocchino ad una classifica che comincia ad essere meno fluida del solito. Se i salentini agguantano il Brescia al primo posto e mettono ben 4 punti tra sé e la terza piazza del Palermo, il segnale è forte, al di là del fatto che il Lecce abbia giocato una partita in più dei rosanero. Quella delle partite giocate diventa una discriminante importantissima in queste ultime sette giornate: nell'alta classifica bisognerà tenerne conto, non se ne potrà certo fare a meno. Occhio dunque a Verona, Pescara e Lecce, che di partite da giocare da qui alla fine ne hanno solo sei: gli scaligeri riposeranno alla 33a, gli abruzzesi alla 36a, i salentini alla 37a. Come dire che, per quanto certe posizioni sembrano delinearsi, non è ancora detta l'ultima parola su alcuna situazione e tutto può ancora accadere.
Il Benevento è più o meno al centro dei giochi, ha sette lunghezze da recuperare nei confronti del Lecce (ma con una gara in meno giocata) e cinque di vantaggio sul Cittadella, in questo momento prima squadra fuori dai play off (sui veneti ha anche il vantaggio degli scontri diretti entrambi vinti). La squadra giallorossa, insomma, deve ancora decidere cosa... farà da grande. Serve una sterzata decisa per proiettarsi verso l'alto, non solo per ambire ancora alla seconda piazza, ma anche eventualmente per posizionarsi in una delle migliori posizioni dei play off (terzo e quarto posto). Il calendario non è dei più semplici, ma, con tanti scontri diretti in programma, c'è l'opportunità di essere padroni del proprio destino. Vincere sfide con Perugia, Palermo, Verona e Brescia avrebbe un valore doppio, evidentemente. Bisognerà solo vedere se la strega avrà la forza di cogliere tanti successi.
La visione d'insieme è stimolante, ma la concentrazione bisogna trovarla volta per volta e dovrà essere sempre massima. Per questo ora non si può fare altro che chiudersi in una bolla insieme al Perugia e guardare a questa sfida come se fosse l'ultima disponibile.
Al di là di destini incrociati, di storie suggestive di ex e dello stesso sponsor, vale la pena mettere la testa nei numeri della squadra umbra, che in casa è tra le più battute della categoria (5 sconfitte), visto che peggio ha fatto solo il Carpi (7 ko). Insomma non si può dire che il Curi sia un fortino inespugnabile. Per altro la squadra di Nesta è andata in tilt quasi sempre negli scontri diretti pagando dazio in casa contro Brescia, Palermo e Verona (oltre che con Carpi e Cosenza). Un andamento ondivago quello dei biancorossi, che ne fa una mina vagante, capace di esplodere all'improvviso, così come di disinnescarsi. Una squadra che in casa sua sembra refrattaria ai pareggi (una sola volta contro lo Spezia 1-1), che dunque in genere vince (8 volte) o perde (5).
Il Benevento in trasferta ha un discreto bottino fatto di 18 punti, con 4 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte. Per dar sfogo alle statistiche diciamo che la squadra giallorossa è sesta per punteggio in trasferta, quarto per le gare casalinghe. Come dire che la sterzata dovrebbe venire prima di tutto dalle gare in trasferta. Iniziando magari da Perugia.