La stesura del canovaccio per la progettazione della Città dell’Alta Irpinia definita dal Progetto Pilota deve puntare sulla mobilità e sull’infrastrutturazione, per consentire al territorio di uscire dall’isolamento e di assumere una posizione strategica centrale per tutto il Mezzogiorno. Torna con insistenza la possibilità di recuperare il tracciato ferroviario dell’Avellino Rochetta, come tassello prioritario di un triangolo intermodale che guarda all’alta capacità e al casello autostradale dell’A16; senza contare il completamento della Lioni Grottaminarda.
E’ proprio la stazione di Lioni che in questo contesto ambisce a recuperare protagonismo e a riconquistare una valenza strategica commerciale, industriale e sulla mobilità in generale. Basterebbero infatti appena dieci chilometri di strada ferrata per collegare l’Avellino Rocchetta all’alta capacità ufitana per rivoluzionare il sistema delle rotte commerciali e intercettare il flusso economico e finanziario del Corridoio VIII. Non solo.
Il recupero della linea ferroviaria (che ricordiamo è stata sospesa nel 2010), si ritiene altamente funzionale alle aree industriali del comprensorio, soprattutto per colmare le gravi lacune che insistono sull’insfrastrutturazione digitale: sul tracciato insistono 120 chilometri di fibre ottiche pronte per essere funzionali alle industrie e fornire una risposta concreta al quinto “settore di intervento” individuato dai sindaci e inserito nel protocollo d’intesa. “I sindaci siano lungimiranti e non si accontentino del contingente” suggerisce Pietro Mitrione, rappresentante de “In loco motivi”. “Siano pionieri di un nuovo orizzonte politico in Alta Irpinia. Dopo cinque anni di fermo non ci sono grossi problemi sulla struttura, in quanto l’impianto e i ponti non sono stati compromessi.
L’investimento sarebbe minimo” spiega. Il recupero della tratta Avellino Lioni, con l’elettrificazione della linea Avellino-Salerno-Benevento e la rete della metropolitana regionale, consentirebbe di riammagliare la periferia più estrema della provincia e affidare un nuovo ruolo all’Alta Irpinia. “L’agenda europea 2014-20 finanzierà solo le infrastrutture già esistenti, e ragionare in prospettiva per migliorare significa rimettere in sesto 60 km di ferrovia”. Le zone interne, a detta di Mitrione devono diventare un’opportunità: “Potenziare i servizi significa arrestare lo spopolamento: qui non ci sono grandi numeri ma bisogna lavorare per migliorare la vivibilità. Non parliamo di servizi opzionali, ma di infrastrutture che fanno la differenza, infatti il discorso turistico è da ritenersi complementare” conclude.