Benevento

Quando si avvicina il traguardo sono in tanti a farsi prendere dal cosiddetto “braccino”. E quasi una prassi: la paura di perdere produce un'infinità di mezzi risultati, pareggi per lo più, o magari vittorie risicate. Ma come capita spesso, queste regolette sono lì proprio per essere smentite. A questa 32a giornata manca ancora un tassello, una delle partite più attese: Palermo-Verona, ma quello che più conta è che nelle altre otto gare in programma, udite udite, non c'è stato alcun pareggio. Tutte vittorie e una sola in trasferta: quella del Benevento. Altro che braccino...

Non sappiamo gli altri, ma in casa giallorossa nulla è accaduto per caso. Cristian Bucchi aveva addirittura fin troppo reclamizzato il nuovo corso della sua squadra: quel “consapevolmente sbarazzini” ha fatto il giro dell'Italia di B. E' stato come quando ad un tavolo di biliardo prima di tirare si indica la buca entro quale voler mandare la palla. Ecco, Bucchi l'ha detto prima, senza tema di smentita. “Da ora in poi la squadra giocherà in maniera sbarazzina. Correremo qualche rischio, ma ne varrà la pena”.

A Perugia è andata così come voleva il tecnico: partita pazzesca nel primo tempo, e il secondo non le è stato da meno. Occasioni come ciliegie dall'una e dall'altra parte. Il 4 a 2 finale la dice lunga su chi ne ha avute di più.

Osare conviene. Non è una formuletta magica, è solo frutto della logica. Se si hanno qualità tanto vale metterle a frutto. Per questo osare, dopotutto, conviene. Certo, non tutte le squadre che si andranno ad affrontare da qui alla fine avranno le caratteristiche del Perugia. Grifoni “sbarazzini” come il Benevento, ma forse meno “consapevolmente”. L'avverbio aggiunge un pizzico di prudenza ad una tattica assolutamente spregiudicata. Perchè Bucchi vuole che i rischi siano calcolati e che se si prende qualche gol, poi si abbia la forza di farne uno in più degli avversari. Certo, l'alchimia perfetta sarebbe quella di non subire gol, ma giocando in quel modo può capitare di dover pagare qualcosa.

Il pensiero va al Palermo, squadra agli antipodi rispetto al Perugia. I rosanero puntano molto sulle qualità dei singoli, sono cinici e non giocano mai per avere il possesso del pallone “tout court”: loro cercano di andare subito al sodo, tirando da fuori, facendosi strada con la loro fisicità in attacco. Bucchi sa bene che quella che attende il Benevento domenica sera sarà una partita diversa da quella che ha appena glorificato. Non cambierà l'atteggiamento, ed è giusto così. Ma sa che dovrà prestare maggiore attenzione al pragmatismo di un avversario che, almeno per singoli, è di categoria superiore. Mai come in questo caso bisogna essere “sbarazzini consapevoli”.