Benevento

Il calcio è un gioco di squadra. Si vince e si perde tutti insieme, ogni singolo è indispensabile per il raggiungimento di un risultato importante. E’ un concetto scontato, inutile ribadirlo, ma in uno spogliatoio ci sono anche degli elementi che fanno la differenza dentro e fuori dal campo. Lorenzo Del Pinto, ad esempio, quando è stato chiamato in causa ha fornito sempre prestazioni all’altezza. Nel momento in cui Bucchi ha preferito affidarsi ad altri, lui si è sempre seduto in panchina con la massima serenità, pronto a dare man forte ai compagni per il bene della Strega. Attenzione, non è l’unico esempio: fortunatamente questa squadra ha molti elementi che presentano simili qualità. Del Pinto, però, è colui che conosce l’ambiente, che ha vinto due campionati nel Sannio, che sa come funzionano certi meccanismi che legano la squadra e il suo pubblico. Insomma, è uno che il Benevento ce l’ha dentro. Avere calciatori del genere è la fortuna di un allenatore, tra l’altro lo stesso Bucchi l’ha più volte sottolineato anche pubblicamente in conferenza stampa. "Anema e core" è anche una sorta di amuleto: con lui in campo la Strega non ha mai perso. Una statistica simpatica, che strappa un sorriso, ma che lascia comunque riflettere.

Cosa dire di Viola? E’ l'innesto più bello. Agli amanti dell'estetica calcistica fa sempre un certo effetto vedere le sue giocate. Si è ripreso le chiavi del centrocampo in maniera devastante. Il periodo negativo è alle spalle, l’infortunio è un lontano ricordo. E’ tornato il calciatore che ha deliziato la piazza, mettendo più volte lo zampino nei gol giallorossi. Appena Bucchi lo ha sistemato nuovamente sulla mediana, ha confezionato il cross per Coda contro l’Ascoli, ha servito Caldirola per il momentaneo 2-2 al Curi e ha segnato ben quattro rigori. Non ci ha pensato su due volte a tirare dagli undici metri, su quel dischetto che era sembrato stregato. Sono arrivati sette punti. Ovviamente i simboli della rinascita non sono soltanto Viola e Del Pinto, ci sono anche i vari Ricci, Armenteros e altri che stanno dando un notevole contributo. Loro, però, sono in prima fila proprio quando è il momento di esultare: sono diverse le istantanee in cui appaiono insieme dopo un gol con il volto contratto da rabbia e gioia. Proprio da immortali.