Benevento

Dodò aveva solo 11 anni e stava giocando a calcio quando la ndrangheta ha spezzato la sua vita.
La storia di Domenico Gabriele, detto Dodò, ha profondamente toccato i piccoli alunni della scuola Sant'Angelo a Sasso di Benevento che da oggi è Presidio scolastico di Libera, l'associazione nome e numeri contro le mafie, intitolata a Dodò.
Una testimonianza di memoria per la giovane vittima innocente di un agguato avvenuto nel 2009 a Crotone, dove Dodò è rimasto coinvolto in una sparatoria che aveva come obiettivo un esponente della malavita. Toccante la testimonianza dei genitori, papà Giovanni e mamma Francesca.

“Ogni volta che nelle scuole ricordo Dodò – ha spiegato Giovanni – è un pugno allo stomaco perchè rivivo la sua storia. Ma devo comunque dire grazie: la testimonianza ai ragazzi mi fa bene. Sono loro che mi hanno tirato fuori da quel dolore che poteva lasciarmi sepolto vivo. E' importante far capire ai ragazzi da che parte stare e come si sconfiggono le mafie, cioè attraverso l'impegno e la cultura”.

“La nascita del Presidio – ha spiegato invece il referente di Libera Benevento, Michele Martino - rafforza quello che è già presidio di eccellenza: la scuola. Non a caso Caponnetti diceva che le mafie temono più le aule delle scuole che quelle dei tribunali. Le mafie temono una coscienza e siamo qui perché dalla memoria di un bambino, che stava solo giocando, vogliamo attingere coerenza e responsabilità. Dobbiamo continuare a giocare la partita di Dodò, ognuno con azioni concrete, per trasformare la memoria in impegno vero e non in inutile retorica”.
Alla cerimonia anche la testimonianza di Maria Tirone, prefetto di Avellino ed ex prefetto di Crotone, legata da profonda amicizia alla famiglia di Gabriele

“Ho avuto un rapporto di grande affetto e vicinanza con i genitori di Dodò. E' importante – ha spiegato - far conoscere questa storia anche ai bambini che sono lontani da realtà permeante dalla presenza criminosa per dar loro la consapevolezza che le organizzazioni criminali non si fermano neanche di fronte ai bambini. Dodò era un bambino splendido che amava la vita, la scuola e il calcio, ma questo non li ha fermati. Dodò vive nelle scuole a lui intitolate, vive grazie all'impegno di Libera, vive grazie a due genitori straordinari che nonostante la perdita drammatica hanno trasformato il loro dolore in impegno civile che stanno promuovendo in tutta Italia”.