Benevento

Bisogna riconoscerlo: il risultato più conveniente tra Palermo e Verona, per chi come il Benevento deve recuperare punti dalle prime, sarebbe stato un pareggio: in uno scontro diretto la spartizione della posta consente a chi vince la propria partita di recuperare due punti su ognuna delle contendenti. Ma al Barbera è andata diversamente: la squadra di Stellone s'è presa i tre punti anche se con un pizzico di sofferenza e si è portato a +3 sulla strega. 

E' inutile ribadirlo, in questo momento i cosiddetti “analisti” considerano la corsa diretta alla serie A un affare a quattro tra Brescia (57), Lecce (54), Palermo (53) e Benevento (50). Non inseriscono né Verona, né Pescara che sono a quota 48, ma devono entrambe ancora osservare il turno di riposo. Una circostanza che coinvolge anche il Lecce. Non è uno svantaggio da poco che nel rush finale si abbiamo a disposizione 15 punti anziché 18 come tutte le altre.

E' indubbio che il Benevento abbia dato una decisa sterzata al suo destino, che dopo le tre sconfitte di fila sembrava definitivamente segnato. Un colpo di coda per certi versi inatteso, ma decisamente entusiasmante per una tifoseria che non aspettava altro per accendersi di nuovo.

Il futuro del Benevento è tutto negli scontri diretti. Li abbiamo già benedetti, perché in fondo sono queste partite a dare quella spinta in più per approcciare le zone più alte. La strega ne ha due (tre se si considera anche Perugia) uno dietro l'altro: nella serata della domenica delle Palme riceverà il Palermo senza avere neanche minimamente la voglia di scambiare il ramoscello d'ulivo con i rosanero. L'abbrivio è preso e se si vuole arrivare fino in fondo non si può pensare di spartire con alcuno la posta in palio. Per altro mentre Benevento e Palermo si sfideranno nel Sannio, il Verona sarà costretto a fermarsi per osservare il suo turno di riposo. Una vittoria giallorossa consentirebbe non solo di agganciare i rosanero in classifica, ma anche di staccare di ulteriori tre punti (e sarebbero 5) i veneti di Grosso. Un'opportunità da cogliere al volo, da non lasciarsi sfuggire.

Nelle file rosanero mancherà il centrale difensivo Giuseppe Bellusci, il calabrese di Trebisacce di etnia albanese. Uno dei punti di forza del Palermo, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto nello spirito. Un'assenza pesante, dopo l'espulsione avvenuta contro il Verona. Il Palermo ha altri difensori fortissimi, ma l'assenza rimane importante.