Napoli

Restano in carcere i quattro giovani, due di 18 anni, uno quasi 22enne e un 24enne, accusati di avere investito volontariamente il 21 gennaio scorso ad Arzano, nel Napoletano, un immigrato di 29 anni della Costa D'Avorio, Oussele Gnegne, e di averlo poi picchiato procurandogli una frattura al braccio.

Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Napoli Nord, cui si erano rivolti i legali degli indagati al fine di ottenere l'annullamento delle misure cautelari emesse dal Gip pochi giorni dopo il fatto. Tra i giovani aggressori, in due già sono noti alle forze dell'ordine per spaccio e altri reati, e per parentele con elementi della criminalità organizzata.

"Noi ci auguriamo una sentenza durissima contro dei ragazzi che in modo gratuito - dichiarano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore della radiazza su Radio Marte Gianni Simioli che per primi segnalano la vergognosa aggressione - hanno tentato di uccidere un onesto lavoratore regolarmente residente in Italia solo per il colore della sua pelle facendo una vera e propria caccia all'uomo stile Ku Klux Klan.

Fa riflettere che alcuni degli aggressori siano già noti alle forze dell'ordine. Fare un periodo di galera dura potrebbe essere utile a raddrizzare questi giovani criminali nati e cresciuti in famiglie di delinquenti a cui i figli dovrebbero essere levati sin da piccoli".