Gli aumenti per la sosta ad Avellino sono una strategia per l'imposizione di una delle tasse più odiose che un'amministrazione comunale possa imporre. Far pagare ai propri residenti lo spazio fisico della città, assecondando tariffe stabilite da qualche burocrate che, magari, quel giorno aveva la ciribiricoccola che gli girava. Tra i vari range previsti dalla norma, Avellino si sta adeguando verso l'alto. Lo sta decidendo il commissario Priolo, tanto a lui importa davvero poco, tra due mesi se ne va e la stangata se la ritrovano i cittadini di Avellino sul groppone. Questi scienziati del Tuel, alla resa dei conti i problemi non vogliono mai affrontarli veramente e trovano sempre il modo di nascondersi dietro comode regole.
La bufala dela salute
La necessità di fare cassa viene prima di ogni cosa.
Il blocco del traffico, per gli sforamenti registrati dalle centraline dell'Arpac, è una resa alla mancanza di uno straccio di idea su come possano essere rimodulate le emissioni, mettendo mano a tutti gli aspetti che riguardano l'ambiente.
A cosa serve realmente? A fare multe da 170 euro.
La qualità dell'aria durante i blocchi è esattamente la stessa di quando circolano tutte le auto: la media di Pm10 di Avellino è 44 per un limite fissato a 50 nanoparticelle.
Ad oggi, i valori sono stati superati 16 volte a fronte di un massimo di 35 sforamenti possibili per tutto l'anno. La legge dice che in automatico gli amministratori cittadini devono essere denunciati.
Ma nel 2018 abbiamo chiuso i conti con 46 sforamenti e nessuno è finito in galera. L'anno precedente ce ne sono stati 49 e a nessuno è stato fatto un piccolo richiamo.
Piano parcheggi con buco
Il prefetto Priolo, si suppone consigliato dal comandante dei vigili urbani, che è un dirigente comunale pure premiato per il raggiungimento degli obiettivi (peccato che non spieghino mai quali siano visto che sia nelle delibere sia nelle determine per pagarli non vengono mai descritti), ha diviso la città in quattro zone per stabilire dove installare i parcometri e fissare le tariffe da 75 centesimi (semiperiferie) e da 1 euro e 35 centesimi l'ora (centro cittadino).
Una quinta zona della città (tutta contrada Baccanico) è fuori dal piano sosta. Non si paga. Solo lungo via Pescatori, stiamo parlando di 80 stalli da un lato e almeno 120 dall'altro. E' da sempre così. Magari da quando è stato fatto il primo piano sosta: là non si doveva pagare. E così è stato per tutto il tempo.
E non c'è alcuna zona franca opponibile: la città fa pagare la sosta a chi va alla città ospedaliera, nessun'altra ragione può essere credibile.
Figli e figliastri, insomma: pure questo è scritto nel Tuel, prefetto Priolo?