Avellino

Auguri di buona Pasqua al nuovo sindaco di Avellino. Lui non lo sa ma noi sì, quindi vogliamo fargli gli auguri prima di chiunque altro, visto che questa sarà l’ultima Pasqua senza guai, per lui.

Usiamo lui perché, donne fatevene una ragione, non sarà una lei. Persino i 5Stelle, gli unici che potevano candidare chiunque avendo i voti garantiti dal Movimento, hanno lasciato a casa Tiziana Guidi. Lei, la Guidi, era l’unica ad aver rispettato sempre le regole del Movimento, con tanto di iscrizione a Rosseax e lista presentata con il primo Meetup mai creato ad Avellino.

Bastava? Macché.

Il M5S applica le regole per darsi l’immagine di diversità e purezza, ma quando deve decidere ha preso tutto il peggio degli altri partiti e lo ha messo in pratica. Candidano un lui (non è quello che vincerà, noi sappiamo chi è) che, giusto per dirne una, non riuscirà a mettere insieme 32 persone credibili per la lista, tanto che dovrà chiederne in prestito molte a quella di Tiziana Guidi. E lei dovrà dargliele perché altrimenti verrà espulsa dal Movimento.

Buona Pasqua, dunque, al nuovo sindaco di Avellino perché questa sarà l’ultima senza croci e spine da portare: auguri. Pensi, sindaco, se lei riuscisse nel miracolo - l’ordine è casuale – di mettere a posto i conti, aprire piazza Castello, aprire l’autostazione, ristrutturare il Mercatone, far viaggiare i bus elettrici della metropolitana leggera, inaugurare il sottopasso, prendersi la Dogana, inaugurare l’Eliseo, dare un nuovo senso alla Casina del Principe, strappare all’isolamento villa Amendola (uno dei luoghi più incantati e magici della città) e rianimare Collina della Terra avrebbe semplicemente consegnato agli avellinesi una città normale, come tante altre, persino banale nella sua pochezza. Pensi che via Crucis l’attende. Pensi a quante volte il peso di una sola di queste voci le darà l’impressione di schiacciarla e di sentirsi impotente. Pensi, sindaco, a quante altre spine, tutti i giorni, le pianteranno in testa gli amici di partito, quelli di coalizione, poi la minoranza in consiglio.

Immagini, sindaco, i tradimenti che l’attendono tra giunta, dirigenti comunali, società partecipate e sindacati. I sindacati, sindaco, famelici di diritti come i farisei di regole utili solo a tenere in piedi privilegi, i loro.

Auguri sindaco di Avellino dal più profondo del cuore perché, tempo solo un’altra Pasqua, lei avrà ben chiaro nella mente il senno di questo giorno, e lo ricorderà con furente nostalgia. E riandrà alle cose perdute, all’illusione di una vita senza richieste, ricatti, tentazioni dure, molto dure, con schiere di sirene che cantano, imitano, invogliano. E lei niente. Fermo. Immobile. Tra tanti gaudenti, lei dovrà starsene appartato, riparato ma dilaniato dai rimpianti di non aver attinto, una volta, almeno una sola volta, il suo biscotto, per assaporare il gusto della tentazione, per udire il semplice suono di trentatré denari tutti insieme.

Buona Pasqua sindaco.

Che la sete di potere che oggi la spinge, nel compiersi del suo Golgota, trovi un Cireneo che prenda parte del peso della sua croce e, di tanto in tanto, incontri un ramo d’issopo per dissetarsi d’acqua e aceto.