Napoli

È il terzo giorno consecutivo di protesta per i due ex operai della Fca di Pomigliano d'Arco, licenziati con altri tre compagni dopo aver esposto un manichino impiccato con le sembianze di Marchionne e ora esclusi dall'erogazione del reddito di cittadinanza. La motivazione dell’esclusione è che nel cud dello scorso anno ci sono gli stipendi erogati loro dall'azienda dopo la riassunzione decisa in Appello, somme che fanno salire l'Isee oltre i limiti e che però, come in seguito deciso dalla Cassazione, andranno restituite. 

Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, era intervenuto già sabato, chiamando gli ex operai e organizzando per loro un incontro domani pomeriggio con il responsabile dell'Istituto per l'area metropolitana di Napoli, in modo da risolvere il loro problema e consentire l'erogazione del reddito. Opzione che però non viene ritenuta sufficiente dai due operai, Mimmo Mignano e Marco Cusano, che chiedono non una deroga ad personam per i cinque casi di Pomigliano ma una modifica della legge sul reddito di cittadinanza che tuteli tutti coloro che hanno perso il lavoro negli ultimi mesi. 

"Se dall'incontro di martedì all'Inps, al quale si presenteranno i nostri delegati con un preciso mandato, non emergerà la volontà chiara di intervenire sulla legge con una misura che tuteli i diritti degli operai licenziati, i veri poveri, noi andremo avanti a oltranza con la nostra protesta, una battaglia politica per dire che ci sono migliaia di operai licenziati e costretti alla fame", dice Mignano.