Ha ringraziato tutti, ma davvero tutti. E non solo coloro con i quali ha lavorato fianco a fianco in ventuno anni e mezzo. Lo ha fatto perchè di ciascuno porterà con sé una traccia nella nuova esperienza che l'attende: giudice civile presso la Corte di appello di Salerno, dove si occuperà soprattutto di diritto di famiglia. Materia delicatissima che richiede una particolare sensibilità che il sostituto procuratore Marcella Pizzillo ha nel suo bagaglio.
Ne ha incrociate tante, nella sua carriera, di vittime vulnerabili e di casi di violenza di genere. Storiacce, racconti di dolore: lo ha definito un “fardello pesantissimo”, ricordando, soprattutto, le testimonianze e la sofferenza dei minori. Affollatissima l'aula di Corte di assise, teatro della cerimonia di commiato da Benevento. Magistrati – tra loro l'ex procuratore Giuseppe Maddalena -, dirigenti, funzionari e dipendenti di Procura e Tribunale, avvocati e forze dell'ordine.
“E' stato impagabile operare per la tutela della propria terra”, ha detto la dottoressa Pizzillo con la voce rotta dall'emozione e dalla raucedine. “Ho pensato tante volte a questo momento, e ogni volta i pensieri diventavano confusi”. Ecco perchè ha deciso di leggere, sotto gli occhi delle tre figlie, un testo scritto al quale ha affidato le sue riflessioni, lo stato d'animo di chi sa di non essere stato un “Pm inerte”, di aver avuto “un rapporto speciale con la polizia giudiziaria”.
“Siamo felici per lei, ma anche un po' tristi perchè se ne va un altro pezzo di questa famiglia”, ha spiegato il presidente del Tribunale Marilisa Rinaldi. “Marcella è uno dei rari magistrati che sono migliori di come appaiono. Non si autopropone mai, e questo è un grande pregio. Una persona misurata, sempre disponibile all'ascolto, che si relaziona con gli altri in modo equilibrato. Per noi è una perdita”, ha commentato il procuratore Aldo Policastro, che ha evidenziato quanto la sua attività sia stata “molto apprezzata”.
Il procuratore aggiunto Giovanni Conzo ne ha sottolineato “il coraggio di mettersi in discussione e di ricominciare” in un settore, quello giudicante, del tutto diverso, e la sua “pronta generosità nei momenti difficili”. Mentre l'avvocato Claudio Fusco, a nome del Consiglio dell'Ordine forense, le ha riconosciuto la “capacità di interfacciarsi con il mondo dell'avvocatura, per trovare una soluzione”.
Immancabili le foto ed i regali, al termine. Quando l'emozione si è sciolta nel sorriso e negli abbracci. Uno su tutti: quello dell'amica e collega Marilia Capitanio.