Assolte perchè il fatto non sussiste. E' la formula con la quale il Tribunale (presidente Pezza, a latere Polito e Loffredo) ha assolto - erano le 13.30 quando è stato letto il dispositivo - le tre persone coinvolte nell'indagine del sostituto procuratore Marcella Pizzillo, che aveva chiesto la ,loro condanna ad 1 anno, e dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria sull'installazione nel dicembre del 2011, in piazza Castello, del presepe realizzato dal maestro Riccardo Dalisi (estraneo alla vicenda).
L'assoluzione è stata pronunciata per Raffaele Del Vecchio, 49 anni, all'epoca vice sindaco ed assessore alla Cultura, Rino Vitelli, 53 anni, dirigente del Settore cultura di Palazzo Mosti, e dell'imprenditore Carmine Lombardi, 41 anni, di Benevento, della “Lombardi Costruzioni srl”, assistiti, nell'ordine, dagli avvocati Roberto Prozzo, Luigi Diego Perifano e Oreste Di Giacomo, Angelo Leone.
Abuso d'ufficio e violazioni edilizie le accuse contestate. Secondo la Procura, con le delibere del 7 e del 16 dicembre del 2011 la giunta avrebbe procurato all'impresa 'Lombardi Costruzioni un presunto vantaggio patrimoniale commissionando la realizzazione e il montaggio dell'opera scultorea dal titolo 'Il presepe di Dalisi'. A detta degli inquirenti, Palazzo Mosti non avrebbe potuto scegliere solo ed esclusivamente quella ditta in quanto unica per competenze, visto che la stessa per la realizzazione del presepe si sarebbe poi affidata ad un'altra impresa, la 'Michelangelo Costruzioni'.
I tre imputati erano stati rinviati a giudizio nel novembre 2017, quando il gup Flavio Cusani aveva anche deciso dieci proscioglimenti – membri della giunta 2011 e dirigente comunale - al termine di una udienza preliminare bis. La precedente – celebrata il 2 luglio del 2015 - si era chiusa con il non luogo a procedere nei confronti di dodici imputati e l'assoluzione, con rito abbreviato, del tredicesimo. La pronuncia del gup Gelsomina Palmieri era però stata impugnata dal pm Marcella Pizzillo dinanzi alla Cassazione, che ne aveva accolto il ricorso.