Benevento

Arresti domiciliari. E' la misura applicata dal gip Gelsomina Palmieri – il sostituto procuratore Maria Colucci aveva proposto la custodia in carcere – per Pellegrino Faugno, il 43enne di Paduli che mercoledì era finito a Capodimonte, per coltivazione illegale di sostanze stupefacenti, dopo essere stato fermato dalla guardia di finanza di Solopaca.

La decisione è arrivata al termine dell'udienza di convalida, nel corso della quale l'indagato, difeso dall'avvocato Vincenzo Sguera, ha sostenuto di essersi dedicato alla coltivazione della canapa indiana non con l'intenzione di cederla a terzi, ma per distrarsi dai problemi economici che lo affliggono.

Come si ricorderà, i militari avevano scoperto e sequestrato in due abitazioni di Dugenta ed Airola 662 piante di canapa, 29 rametti con infiorescenza di marijuana già in fase di essiccazione, e tutta la strumentazione utile: una quindicina di ventilatori, trenta lampade alogene con relativi trasformatori, sistema di aerazione e timer per la regolazione del ciclo luce-buio. Due immobili, uno in fitto, l'altro in comodato d'uso gratuito, trasformati in serre. Un quadro rispetto al quale il giudice ha ritenuto eccessiva, “vista la formale incensuratezza, allo stato,” di Faugno, la custodia in carcere, disponendo i domiciliari.