Benevento

Benedetto anticipo. E' una bella sensazione risvegliarsi con tre punti in più e la possibilità di scrutare con curiosità e un pizzico di malizia negli orti delle altre contendenti. Si sta sereni alla finestra e si prova a capitalizzare quel giorno in più di riposo (attivo, s'intende) in vista del prossimo turno infrasettimanale del primo maggio. Prendete Lecce e Brescia che giocano domani sera alle 21: i lombardi ripartiranno lunedì per tornare a casa e prepararsi alla sfida casalinga con l'Ascoli di mercoledì; i salentini avranno lunedì per rifiatare e martedì dovranno mettersi in viaggio per Padova. Come dire che questo campionato di B non ha riguardi per nessuno.

Il Benevento continua ad essere in fiducia e sta migliorando tutti gli “score” della sua classifica: terzo miglior attacco, terzo in classifica nel girone di ritorno, quarta posizione blindata, ma con l'occhio che continua a tenere nel mirino le squadre che la precedono. Quello che emerge dalle parole di Bucchi è la serenità di poter vivere questa situazione, senza alcun rammarico per ciò che poteva essere e non è stato. “Mi aspettavo di poter essere in questa posizione, siamo soddisfatti, ma non paghi”.

Col Cosenza serviva una vittoria e la vittoria è arrivata al termine di una partita rocambolesca, giocata sul solco di quelle precedenti. Ricordate il nuovo mantra di Bucchi? “Sbarazzini, ma con saggezza”. Una formula varata ad Ascoli e che ha prodotto ben 17 gol segnati nelle ultime 6 gare (media di 2,83 a partita) contro i 6 gol realizzati nelle 6 partite precedenti. E' come se il tecnico avesse improvvisamente tolto i lucchetti ad una squadra esuberante che aveva sin lì morso il freno.

Una strategia giusta che in vista degli eventuali play off va rifinita con attenzione. Lo stesso Bucchi ha sottolineato che sono ancora tanti gli errori gravi e non procurati commessi dai suoi: “Finchè riusciremo a segnare più degli avversari, tutto bene. Ma se dovesse arrivare una giornata sfortunata con pali e traverse, allora sarebbero guai”. Basterebbe analizzare i due gol subiti nella sfida col Cosenza. Il primo su azione da calcio d'angolo con dormita pressochè generale, il secondo conuna serie di rimpalli vinti dagli avversari. Con un pizzico di attenzione in più potevano essere evitati entrambi. Bucchi dice che la partita dove si è rischiato di più è stata quella del Bentegodi, ci ha lavorato già su, ma il dna dei suoi è quello. Il Benevento è sbarazzino e si diverte quando attacca. Quando difende corre qualche rischio, lo aveva preventivato. Lavorare su questi aspetti della fase difensiva può essere il modo per arrivare ai play off nella maniera migliore possibile.

Nel frattempo la matematica offre ancora qualche chance alla strega, che non ha alcuna intenzione di lasciare qualcosa per strada. Il segreto è vincerle tutte e toccare quota 65. Poi si vedrà a cosa saranno serviti tanti punti. Senza alcun rammarico.