La stagione del Benevento è ripartita dal secondo tempo di Ascoli. E' scattato qualcosa nello spogliatoio del Del Duca, una scintilla che ha dato vita alla versione definitiva, la 3.0, di una squadra che adesso viaggia spedita verso il finale di stagione che si prevede avvincente. Bucchi ha tirato fuori dal cassetto il vestito indossato dalla sua squadra nelle prime giornate, apportandovi delle migliorie rilevanti dovute anche agli innesti di gennaio: Caldirola, ad esempio, ha firmato tra i mugugni di tutti e si è rilevato uno degli acquisti più riusciti degli ultimi anni, mostrando ampiamente di essere di un'altra categoria. Lo stesso Armenteros si è preso la maglia da titolare con convinzione, dando giovamento all'intera fase offensiva e in particolare a Coda che punta senza mezzi termini a diventare il bomber più prolifico della storia del Benevento in serie B, scalzando Ceravolo che si è fermato a quota 21 reti.
Una svolta attesa si è avuta con il rientro di Viola. Il numero dieci fornisce una qualità decisiva per la categoria ma non solo: la sua presenza dà sicurezza, così come quella di un'altra bandiera come Del Pinto. Non è un caso che nel momento in cui l'undici titolare si è impreziosito dei ritorni di questi calciatori, unito a quello di capitan Maggio, è cambiato qualcosa anche a livello mentale. La squadra di qualche mese fa, ad esempio, non avrebbe mai ribaltato la gara di Perugia e magari dopo aver subito due gol dal Cosenza, non sarebbe riuscita a portare a casa i tre punti a causa di un possibile contraccolpo. Sarà fondamentale cercare di non commettere più delle leggerezze che potrebbero rivelarsi fatali, proprio come accaduto venerdì sera in cui si è riusciti a far riaprire una partita che sembrava ormai chiusa. Questo, nei play off, non viene perdonato.
Il Benevento è arrivato al rush finale nelle migliori condizioni possibili: fisiche, mentali, di affiatamento e anche tattiche. Sotto quest'ultimo punto di vista è stato rilevante il passaggio al 4-3-1-2, con l'innesto di uno tra Ricci e Insigne alle spalle delle due punte e supportato da un centrocampo che amalgama bene qualità e sostanza. Sono le condizioni necessarie per disputare un buon play off: in tal senso è obbligatorio tentare di chiudere al terzo posto per ottenere un piccolissimo vantaggio negli spareggi, ma c'è da dire che in simili lotterie è fondamentale la condizione psico - fisica e nient'altro. Questo la Strega lo sa bene, in fondo la realtà sannita può vantare un'esperienza ventennale nella post season. Adesso, però, non occorre perdere di vista il Crotone e successivamente le altre sfide. Mancano tre partite alla fine dei giochi che possono dire ancora tantissimo: le premesse per vivere un finale entusiasmante, per il momento, ci sono tutte. Inseguendo un sogno che non è un'ossessione, la serie B è un campionato agognato per una vita e restarci non è affatto una bocciatura, anzi non sarebbe altro che il prosieguo di un percorso di crescita necessario e utile per tutti. Resta l'ambizione, quella sì, di tornare tra i grandi. L'importante è che non travalichi mai la giusta genuinità, tramutandosi ingiustamente in qualcosa di oppressivo che non ha motivo di esistere.