La cruna dell'ago si è ristretta ulteriormente, quasi da diventare pressoché impenetrabile. Diciamolo: per credere ancora nella promozione diretta serviva solo un atto di fede, oltre che lo spirito autolesionista di qualche avversario. Che per ora non c'è stato. La vittoria del Lecce sul Brescia (al di là delle circostanze con cui è maturata) potrebbe in effetti aver scritto la parola fine su ogni residua speranza della strega. Basterebbe questa banale considerazione matematica per capire che il lumicino è lì lì per spegnersi: il Benevento, vincendo tutte e tre le partite che gli restano da disputare, arriverebbe a quota 65. Brescia e Lecce sono già a 63: le rondinelle hanno tre partite e 9 punti a disposizione per arrivarci, il Lecce due gare e sei punti disponibili. L'impressione è che i giochi siano fatti, neanche il Palermo, che ha gettato al vento la fortunosa vittoria del Vigorito pareggiando le due sfide che le hanno fatto seguito, sembra poter avere qualche residua chance. Insomma, a meno di un improbabile suicidio calcistico di lombardi (mercoledì ospitano l'Ascoli, poi andranno a Cremona, infine avranno il Benevento in casa: dovrebbero fare due punti nelle prime due gare e perdere coi giallorossi che a loro volta dovrebbero vincerle tutte) e salentini, la B sembra aver scelto le prime due squadre che approderanno nella massima serie. Sono due out siders, nel segno dell'imprevedibilità di questo campionato.
Il Benevento, da parte sua, ha il dovere di non deconcentrarsi. Occupa una posizione importante e ha un cospicuo margine di vantaggio su quinta e sesta. Aritmeticamente gli basta una vittoria nelle ultime tre giornate per blindare il quarto posto, ma basterebbero persino due pareggi (raggiungerebbe quota 58, vietata al Pescara, che mercoledì riposa, e raggiungibile dal Verona che sarebbe però perdente negli scontri diretti). Ma ha il dovere di non cullarsi su queste considerazioni. Perchè se è vero che la cruna dell'ago non sembra più attraversabile, è vero invece che il Palermo è nuovamente appena due lunghezze più avanti e con un morale che neanche Delio Rossi può riuscire a rendere meno basso. I rosanero, così come il Benevento (ma forse di più...), hanno un finale mica semplice: affrontano mercoledì al Barbera lo Spezia settimo e ancora in lotta per un posto nei play off, poi viaggeranno alla volta di Ascoli e chiuderanno sempre in Sicilia col Cittadella che si presume abbia ancora qualche chance di qualificazione alla post season. Il deferimento da parte degli organi di disciplina sportiva non aiuta certo a mantenere alta la concentrazione in una stagione che è stata vissuta più nelle aule di tribunale che in campo.
Insomma, dare l'assalto al terzo posto non è un'utopia, ma qualcosa di reale e da tentare. Il Benevento ha il dovere di farlo, con la mente sgombra da ossessioni: se non dovesse riuscirci avrebbe un quarto posto di tutto rispetto da cui ripartire per un play off da giocare con tutta la fiducia possibile.