Napoli

“I calciatori da 10 milioni all'anno non possono venire” così Carletto Ancelotti nelle ultime dichiarazioni, forse anche per provare a stemperare il clima rovente che si è creato negli ultimi mesi attorno al Napoli, con il mister che da uomo dei sogni è finito anche lui nel mirino dei contestatori.
Per cui ha derogato nelle ultime uscite dal solito “Sono soddisfatto, la rosa è buona, per vincere manca poco” usato in loop per tutta la stagione spiegando che l'atteggiamento pretenzioso è sbagliato, che non si derogherà mai dalla sostenibilità economica non avendo alle spalle il Qatar, come nel caso del Psg o Abramovich o Exor.
E ha ragione Ancelotti, fa bene a ribadire queste cose e ribadirle prima sarebbe stato anche più utile, visto che in molti, in maniera sprovveduta, avevano fatto il collegamento “allenatore da 10 milioni : calciatore da 10 milioni”.

I top plyaer non sono roba per il Napoli, a quelle cifre, solo gli ingenui continuano a non capirlo e solo gli irresponsabili, tipo quelli che ai ciambellani d'ordinanza raccontano di aver avuto la possibilità di prendere Cristiano Ronaldo, possono fomentare l'illusione di quelli che li chiedono.
Ciò detto, e ribadito che profili alla Veretout, alla Mendy e cioè i potenziali Allan, Koulibaly o Goulham da far crescere assieme e valorizzare fino a quintuplicarne il valore vanno benissimo, restano da chiarire alcuni particolari, domande a cui Ancelotti dovrebbe rispondere per contribuire a quella pacificazione necessaria tra le parti.
 

Ad esempio: quando Ancelotti parla di società con un progetto serio che intende? Qual è il progetto della società? Che durata ha? Che traguardi prevede se ne prevede? E' un progetto che riguarda solo il ramo sportivo o converge anche sull'ambito infrastrutturale?

E ancora, andando sul piano più personale: qual è il ruolo di Ancelotti in questo progetto? In base a cosa ha scelto Napoli avendo notoriamente estimatori all'estero più ricchi e in grado di accontentarne le ambizioni?
Rispondere a queste domande, chiarire questi punti, non equivarrebbe a “farsi fare le pulci”, ma contribuirebbe a compattare l'ambiente, chiarendo equivoci e riportando tutte le componenti a remare per un unico obiettivo: i tifosi del Napoli hanno affollato in 80mila (allora si poteva) il San Paolo quando la squadra rischiava la retrocessione in C sul campo, incitando Martinez, Montezine, Pasino ed Esteban Lopez, non avrà problemi certo a tifare senza contestare una squadra che primeggia in A, a prescindere dai player non top e dalle non vittorie.
Ma bisogna dirlo chiaramente, spiegarlo per bene a tutti e smetterla di dare illusioni in pasto alle persone: perché la miccia più pericolosa per la situazione esplosiva che si sta creando è proprio quella, l'illusione.