Napoli

L'accoltellamento del giovane attore de La Paranza dei bambini, Artem Tkachuk, ai baretti di Chiaia, sabato scorso, è solo l'ultimo gravissimo episodio che si registra tra le strade di Napoli ormai da più di due anni. Il fenomeno, malgrado gli appelli, l'impegno, e gli annunci di istituzioni e forze dell'ordine, sembra inarrestabile e caratterizzato da forme di violenza sempre più cruente, immotivata, almeno in apparenza.

Il pugile Patrizio Oliva, testimonial delle Universiadi di Napoli 2019, denuncia in un video la sua preoccupazione, come cittadino, come sportivo ed educatore: "Lo Stato deve fermare questi ragazzi, che devono assumersi la responsabilità delle loro azioni. E' assurdo per un genitore accettare che il figlio rischi di non tornare a casa quando esce per stare con gli amici".

Oliva ha ricordato nel suo appello anche il caso di Arturo Puoti, il 17enne aggredito nel dicembre del 2017 in via Foria: "L'aggressione ad Arturo da parte di una baby gang non ci ha insegnato nulla – aggiunge il pugile - Aumenta la violenza giovanile, basti ricordare l'aggressione a una ragazzina della Sanità, o il caso della donna violentata a Viterbo, e ancora il pensionato perseguitato da una baby gang a Manduria. Sempre di più i ragazzi girano con coltelli, filmano le violenze che commettono. Serve l'intervento dello Stato: la legittima protezione più che la legittima difesa".

Poco dopo arriva la risposta con pieno sostegno e appoggio dell'associazione Artur, fondata dalla madre di Arturo, Maria Luisa Iavarone:

"Condivido con grande piacere il messaggio di indignazione di Patrizio Oliva indiscusso campione nello sport e nella vita, perché produca una sorta di tamtam mediatico; mi piacerebbe che questo fosse solo il primo di una lunga serie: una staffetta di video-messaggi di denuncia per chiedere un assoluto inderogabile cambio di passo nella gestione del rischio della violenza cittadina. Chi di noi è disposto a metterci la faccia?” si chiede la mamma di Arturo.