Il fatto non sussiste. E' la formula con la quale il giudice Daniela Fallarino ha assolto i dottori Antonio Rosa, Mario Tanga ed Antonio Russo. Si tratta di tre chirurghi del Rummo chiamati in causa a vario titolo per la morte di una paziente settantenne di Cervino, in provincia di Caserta, avvenuta il 13 aprile del 2015, nove giorni dopo il ricovero.
La paziente era entrata in ospedale il 4 aprile e subito sottoposta ad un intervento chirurgico di plastica con plug (tappo) per una ernia inguinale destra intasata. A distanza di una settimana era però tornata nuovamente in sala operatoria, per una plastica del canale inguinale per dislocazione del plug e dell'ansa. Una situazione determinata, secondo gli inquirenti, da una non adeguata fissazione del plug e dalla sua migrazione nell'addome, con successiva subocclusione intestinale.
Le condizioni cliniche della donna erano peggiorate- era stata operata anche il 12 aprile- , fino al decesso. La denuncia dei familiari aveva innescato l'attività investigativa, sfociata in un processo che si è concluso oggi con l'assoluzione dei tre professionisti, difesi dagli avvocati Andrea De Longis junior, Elio Palombi e Anna Fusco, a carico dei quali non è stata ravvisata alcuna condotta colposa.