Avellino

Nel dolore per la ventisettesima  vittima della strage infinita dell'ex Isochimica, G.V. 53enne di Grottolella, è proseguito a Napoli il processo contro i 27 imputati accusati a vario titolo di omicidio colposo, disastro ambientale e omissione in atti d’ufficio. La Procura in seguito alle relazioni depositate lo scorso 5 aprile dopo il decesso di alcuni operai costituitisi parti civili ha modificato il capo d'accusa nei confronti di 4 funzionari di ferrovie dello stato e 2 ex dirigenti della fabbrica da lesioni personali gravissime a omicidio colposo.

Il processo è stato sospeso per consentire la notifica agli imputati e riprenderà il 28 giugno quando saranno ascoltati, tra gli altri, il responsabile Amianto dell'Asl di Avellino Luigi Borea e l'ex curatore fallimentare Leonida Gabrieli. L'avvocato Brigida Cesta che difende i lavoratori nel frattempo deceduti nei prossimi giorni depositerà un esposto contro l'Inail di Avellino per il mancato riconoscimento del nesso di causalità tra la morte dei suoi assistiti e l'esposizione all'amianto. Carlo Sessa, storico lavoratore della fabbrica di Pianodardine, esprime intanto tutta la sua delusione per un processo che “sembra non appartenere più a nessuno e in cui noi lavoratori non ci riconosciamo più ”.

L'unica drammatica certezza è che l'asbetosi, la patologia tumorale causata dall’esposizione alla sostanza killer, si conferma letale e la conta secondo il chirurgo toracico Aldo D'Andrea, tra i primi a lanciare l'allarme, non finirà qui: “Il tempo di latenza della malattia può arrivare fino a un massimo di 50 anni per cui prepariamoci ad altri lutti”.