Benevento

Delle persone che hanno segnato la nostra vita è impossibile dimenticare il nome. Dante Grieco, si chiamava così il mio maestro alle elementari, frequentate a Salerno. Aveva un paio di baffetti che agli occhi di noi scolari, chissà perchè, incutevano timore. Insegnava tutte le materie, maestro di altri tempi. Con una profonda cultura conquistata con il sudore sui libri. Credo fosse originario della Basilicata.

Noi, avvolti nei nostri grembiulini infiocchettati e tirati a lucido, e con il cestino nel quale le mamme avevano amorevolmente sistemato la merenda – c'era sempre quella del compagno di classe che, una volta estratta, riempiva l'aula con un profumo irresistibile- lo guardavamo con rispetto.

Pendevamo dalle sua labbra quando parlava, quando con le sue spiegazioni ci donava le sue conoscenze. Era severo, il maestro Dante Grieco. E quando ne combinavamo qualcuna delle nostre, non esitava, in qualche occasione, ad applicare la 'legge della bacchetta' . Passava tra i banchi e la usava sulle nostre mani che, ingenuamente, e nella speranza di sentire meno dolore, stringevamo il più possibile, con il palmo rivolto verso l'alto.

Assestava un colpo secco e lieve, sapevamo che quella sarebbe stata la punizione, ma ogni volta giuravamo a noi stessi che sarebbe stata l'ultima, e che ci saremmo comportati al meglio. Non andava così, ovviamente.

Altri tempi, altra scuola, un'altra Italia. Per quel che mi riguarda, un'epoca nella quale valeva, eccome, il principio di autorevolezza. Il maestro Dante Grieco era autorevole, i genitori gli riconoscevano la capacità di ascoltarli e la generosità che profondeva nei confronti dei loro figli, spingendoli ad imparare. Eravamo bambini ai quali sarebbe piaciuto, invece di restare chiusi per ore in aula, tirare calci ad un pallone.

Lui lo sapeva e tra una lezione e l'altra la sua espressione si allargava in un sorriso nel quale intravedevamo la promessa di un momento di svago di lì a poco. Era buono, il maestro Dante Grieco. Servirebbero migliaia di persone come lui e non grembiuli per riportare – Salvini dixit - “ordine e disciplina” nella scuola.