Restano "estremamente gravi" le condizioni della bambina di 4 anni colpita da un proiettile nella sparatoria di venerdì pomeriggio a Napoli. Dall'azienda ospedaliera Santobono, dove la piccola è ricoverata, si apprende che "persiste una grave insufficienza respiratoria derivante dal danno polmonare", a causa del proiettile che ha perforato un polmone ed è stato poi rimosso in un lungo intervento chirurgico. Nella giornata di ieri è stata praticata la RMN che ha escluso compromissione del sistema nervoso centrale e periferico. Durante le ore notturne non si sono osservate sostanziali variazioni delle condizioni generali. La piccola paziente è tuttora sedata e collegata al ventilatore meccanico. Le sue condizioni cliniche permangono estremamente gravi e la prognosi riservata".
Intanto sul caso si sono espressi il procuratore antimafia Cafiero de Raho, che in una intervista a Repubblica ha dichiarato: "Queste sono scene da Medioevo.
Chi vive a Napoli non può accettare il rischio di essere colpito così, o peggio, di veder cadere a questo modo una figlia, un figlio, i più indifesi esposti alle pallottole di una camorra senza freni, disposta a sparare in pieno centro. Quelli di Napoli sono cittadini italiani a cui dobbiamo una risposta più forte. Che meritano un intervento dello Stato centrale: un investimento più radicale e costante sulla sicurezza nella capitale del Sud".
Sul fatto che il ministro Salvini garantisce più uomini e ha ricordato che "a Napoli sono arrivati 137 poliziotti in più", Cafiero de Raho risponde: "Vanno bene, ma non bastano, non sono la risposta. Mi pare evidente", "dal Viminale in giù, serve la risposta dello Stato centrale. Il ministro, il capo della Polizia e della Finanza vengano a Napoli ogni mese". "Si deve andare nei quartieri - spiega -, ogni giorno: controlli in casa e mega-perquisizioni degli isolati, casa per casa, piazza di spaccio per piazza di spaccio".
“Condividiamo pienamente le parole del Procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, quando asserisce, in una intervista rilasciata a Repubblica, che la lotta alla camorra evidentemente non è una priorità per questo Governo. E’ del tutto evidente che i clan a Napoli hanno rialzato la testa potendo contare sulla nullafacenza di un ministro che pensa di impensierirli con post e tweet minacciosi. La lotta alla camorra si fa sui territori, come ha ribadito Cafiero De Raho, casa per casa, quartiere per quartiere, piazza di spaccio per piazza di spaccio. A Salvini dunque chiediamo meno baciamano, simbolo per eccellenza di devozione camorristica, e più fatti concreti. La nostra presenza come Verdi alla manifestazione #Disarmiamo Napoli vuole testimoniare proprio la necessità di iniziare una vera e propria riscossa civile contro i malavitosi. A partire dal rispetto delle leggi e dai comportamenti che ciascuno di noi deve osservare denunciando le illegalità, rifiutando di chinare il capo di fronte alle estorsioni, alle prepotenze e ai ricatti dei delinquenti, smettendola di offrire alibi poco credibili a quanti esercitano la malavita per strada”.
Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, insieme ai numerosi Verdi presenti in piazza Nazionale, tra i quali i consiglieri comunali del Sole che Ride, Marco Gaudini e Stefano, Buono, i consiglieri Municipali, Debora Piemontese e Salvatore Iodice e il consigliere comunale di Melito, Lello Caiazza.
“Ci rendiamo conto delle difficoltà di Salvini a mettere in campo azioni incisive contro alcuni ambienti criminali dove emerge sempre più una certa simpatia per la Lega – proseguono i Verdi – come appare da numerosi profili social di persone che al tempo stesso inneggiano ai clan e alla Lega, ma quello che chiediamo, per richiamare ancora le parole del procuratore Cafiero De Raho, è una netta presa di posizione contro la criminalità da parte di un ministro dell’Interno troppo preso a fare campagna elettorali e gite in Ungheria invece di risolvere i problemi degli italiani, come lui stesso racconta”.