Quattro regioni, venti comuni coinvolti e quaranta musei. Sono i primi numeri di un progetto ambizioso che vuole far riconoscere l'Appia come patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Capofila dell'iniziativa il Comune di Benevento che oggi, a Palazzo Paolo V, ha messo intorno ad un tavolo alcune di queste realtà di Lazio, Basilicata, Puglia e Campania, con sindaci e amministratori di diversi comuni.
“Una giornata di studio per avanzare la proposta di un sistema museale dell'Appia a livello nazionale” spiega l'Assessore Rossella Del Prete. “Uno dei primi passi per far nascere il sistema museale dell'Appia che va poi sostenuto sul piano finanziario ben sapendo che il percorso per ottenere la candidatura Unescoè lungo e complesso e richiede almeno un paio di anni”.
Concetto rimarcato anche da Ledo Prato, esperto di politiche di tutela e valorizzazione di Beni Culturali e Segretario Generale dell’Associazione Mecenate 90.
“Il piano di gestione che l'Unesco chiede per iscrizione prevede: una ricognizione del patrimonio culturale, l'identificazione delle politiche di investimento e una strategia di valorizzazione e gestione. Quella per l'Appia è un'operazione complessa, si tratta di un sito seriale che coinvolge quattro Regioni. Parliamo di un'area vasta fatta di musei, aree archeologiche, paesaggi. Dobbiamo avvicinarci a questo obiettivo cominciando a costruire un sistema museale per aggiungere elementi utili per il piano di gestione e dare avvio ad una politica più concreta perché – conclude - il sistema museale è la spina dorsale della via Appia e da lì bisogna partire per dare senso e valore a questa bellissima idea”.
Idea sostenuta con slancio dal sindaco di Benevento Clemente Mastella: “Siamo qui per individuare la formula migliore per proseguire”.
Lo sviluppo, per il sindaco, passa indissolubilmente anche per gli eventi e la promozione dell'enogastronomia per i quali occorre: “avviare percorso incisivo”. Ma Mastella punta anche su quel che manca e che occorre realizzare al più presto: “lavorare sulle infrastrutture carenti”.