Napoli

Durante un'aggressione per futili motivi dopo una violenta lite fece fuoco tra la folla ferendo quasi mortalmente un coetaneo ritenuto appartenente a un gruppo malavitoso: il gip del Tribunale di Napoli ha inflitto 10 anni di carcere a Giuseppe Troncone, 21 anni, figlio del boss di Fuorigrotta, quartiere occidentale di Napoli, che la notte del 19 novembre del 2017 nella zona dei Baretti a Chiaia così si difese durante una lite.

In sentenza è stata esclusa l'aggravante della matrice camorristica ed anche l'aggravante dei motivi abietti. Il pm aveva chiesto 14 anni ritenendo che Troncone avesse agito "come un piccolo camorrista".
"Ancora una volta il figlio di un boss nato e cresciuto in un ambiente malsano e degenerato si è reso protagonista di azioni feroci, violente e sanguinarie. Se non verranno sottratti alle famiglie di camorristi i figli fin da piccoli la criminalità continuerà ad aumentare - scrivono i nota nota i verdi Borrelli e Simioni - La caratteristica delle nuove generazioni è che sono belve sanguinarie capaci di uccidere per niente. Ci meraviglia che il piano di sottrazione dei figli ai boss di camorra e mafia non sia mai andato avanti in modo deciso come avviene in Calabria e con nuove norme ad hoc che chiediamo da anni".