Lo hanno scovato a Campomarino, in un appartamento. E' lì che si era trasferito Arturo Sparandeo, 36 anni, di Benevento, arrestato dai carabinieri.
A suo carico una condanna di 15 anni e 4 mesi diventata definitiva lo scorso 28 febbraio, quando la Cassazione aveva confermato la sentenza con la quale la Corte di appello, il 21 marzo 2017, aveva condannato undici delle trenta persone – erano state assolte dal gup del Tribunale di Napoli con rito abbreviato, nel febbraio 2015- chiamate in causa dall'indagine ('Tabula rasa' il nome in codice) diretta dal pm della Dda Luigi Landolfi, e condotta nel 2014, dai carabinieri, contro il clan Sparandeo.
Associazione per delinquere di stampo camorristico, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, spaccio ed estorsione, queste le accuse contestate a vario titolo. Per Sparandeo, in particolare, la condanna era scattata per associazione per delinquere di stampo camorristico e finalizzata allo spaccio di stupefacenti.
Nella tarda serata di ieri il blitz dei militari del Nucleo investigativo di Benevento e della Compagnia di Termoli in un appartamento di Campomarino, dove è stato rintracciato il 36enne, difeso dagli avvocati Vincenzo Sguera e Nino Del Piero.