Benevento

Non valeva niente. Eppure è bello averla vinta. Per una serie interminabili di ragioni. Per il morale, innanzitutto. Perchè, si sa, vincere aiuta a vincere. E per avere in testa l'idea che si può battere qualsiasi avversario, una certezza che può solo regalare ulteriori energie. E poi perché ha riportato alla ribalta alcuni “eroi” dimenticati e altri non ancora celebrati. La lista è lunga: Gori, Armenteros, Vokic, Tello, Roby Insigne. Ognuno decisivo per la sua piccola parte. 

Ghigo che non gioca una partita da due anni. Storia dell'8 aprile del 2017: teatro il Vigorito, vittoria contro il Cittadella griffata Ceravolo, ma blindata dalle parate di Batman. Il tempo gli scorre addosso senza lasciare tracce. Bucchi gli regala la recita più difficile, contro la squadra che ha già conquistato la serie A e che deve fare festa: esce dalle scalette del Rigamonti a capo di un undici poco collaudato. E ruba la scena a tutti. Con la sua tranquillità, con la classe che non appassisce neanche a 39 anni: para da campione la deviazione assassina di Crisetig, poi va a neutralizzare il rigore di Alfredo Donnarumma, già, proprio lui, il capocannoniere del campionato, il bomber infallibile dagli undici metri. Nello spogliatoio o sul campo lui è così: regala tranquillità ai compagni, confeziona certezze e para pure la luna.

E' stato il giorno degli eroi positivi, di quelli che fanno della serenità la propria forza. Come Kristian Samuel Armenteros Nunez Jansson (sapevate di tutti questi nomi?) detto “Il puma”, uno che sembra non arrabbiarsi mai, che racconta la prodezza del gol di tacco come se fosse stato un gol qualunque. Eppure ne hanno parlato tutti oggi, anche i siti svedesi, che lo ritraggono di nuovo con la maglia della Nazionale. Un amore mai appassito con la rappresentativa gialloblu. Lo stavamo attendendo tutti Samuel, perchè lui non ha solo colpi da circo, ma sa essere utile alla causa. Ne ha segnati due al Brescia, uno da attaccante “normale” con un bel colpo di testa, l'altro da extraterrestre, con quel tacco che rimarrà nella storia del calcio giallorosso. Il cubano con il passaporto svedese è uno che può ancora scrivere tanto della storia giallorossa. Siamo proprio sul più bello.

E poi gli altri. Che non significa che siano meno essenziali. Perchè Dejan Vokic è un giocatore importante, non solo nel fisico. E che può aggiungere un bel po' di chances alla squadra che vuole vincere i play off. Perchè Roby Insigne e il suo piedino magico possono decidere qualsiasi partita, con la faccia tosta di uno scugnizzo napoletano e con la “cazzimma” riconosciutagli da chi gioca al calcio. Perchè Andrès Tello, il “cafetero” di Medellin sembra aver finalmente recuperato la sua condizione migliore ed essere tornato quello di inizio stagione. 

Senza cadere in facili illusioni, questi play off si possono vivere con il cuore aperto alla speranza.

Nella foto il titolo del sito svedese  "Footbollskalanen"

in cui si sottolinea la doppietta di Armenteros