Napoli

Aveva ventilato l'ipotesi di andar via da Napoli, per proteggere sua figlia. Lo aveva detto in silenzio, in maniera sobria, come sobrio è rimasto in tutta la vicenda in cui si è trovato suo malgrado: avrebbe avuto tutte le ragioni di gridare il papà di Noemi. Non l'ha fatto. E dopo aver manifestato quella, sacrosanta, volontà di fuga torna sui suoi passi, ci ripensa e al Corriere della Sera dichiara che se qualcuno deve andar via da Napoli quelli sono i camorristi: “Non so quanto tempo ci vorrà per uscire in strada, fare una passeggiata senza pensare a quel giorno terribile, ma Napoli non la lasciamo: devono andarsene i camorristi, non le persone per bene”.


Una Napoli che in questa vicenda ha mostrato il suo volto umano, caldo: “E? Una città con un cuore enorme che ha dato una risposta bellissima e dobbiamo difenderla tutti insieme, noi napoletani per bene ma anche le istituzioni. Bisogna impedire che diventi ostaggio di chi vuole trasformarla in un territorio di guerra, di chi va a sparare all'impazzata senza preoccuparsi di fare una strage. Quell'uomo che ha sparato dovrebbe rendersi conto che quando si fa violenza ai bambini è come se si colpisse l'intero paese. Ci auguriamo sia condannato al massimo della pena. E se ha una coscienza si interroghi sul male che ha fatto”.