E' l'atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. In calce la firma del procuratore aggiunto Giovanni Conzo, che ha chiuso l'indagine a carico di Fabio Lucioni, ex calciatore del Benevento, ora in forza al Lecce, e del dottore Walter Giorgione.
Si tratta del versante penale – quello sportivo è già stato definito con le squalifiche di 1 anno per Lucioni e di 4 per Giorgione – della vicenda che aveva tenuto banco due anni fa, relativa all'assunzione da parte di Lucioni di un farmaco vietato, il Clostebol, contenuto in uno spray cicatrizzante utilizzato dall'atleta su consiglio del medico sociale.
A Lucioni, risultato positivo al controllo antidoping dopo la gara tra Benevento e Torino del 10 settembre 2017, e Giorgione vengono contestati, rispettivamente, l'assunzione e la somministrazione del Clostebol, uno steroide anabolizzante “proibito in e fuori gara”, al fine di “alterare la prestazione agonistica” in occasione della partita con i granata.
Una implicazione quest'ultima sempre respinta da Lucioni, che aveva spiegato di aver adoperato quello spray su indicazione del dottore Giorgione, che nel corso del processo sportivo aveva ammesso le sue responsabilità rispetto all'errore consistito nell'aver fornito il farmaco al calciatore.
I due indagati – Lucioni è assistito dall'avvocato Giovanni Sparago, Giorgione dagli avvocati Vincenzo Sguera ed Eduardo Chiacchio – hanno ora venti giorni a disposizione per depositare memorie difensive o chiedere di essere ascoltati; esaurita questa fase, il Pm procederà all'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.