Ogni beneventano, nessuno escluso, si gioca alle slot, al poker online, o in ogni altra forma di gioco d'azzardo legale, più di un mese di stipendio all'anno.
E' appena stato istituito l'Osservatorio italiano sulle Ludopatie, che ora farà capo al ministero della Salute, e la Lorenzin per presentarlo aveva citato i dati italiani affermando che ogni cittadino brucia al gioco un mese di stipendio: facendo una statistica simile a quella dell'uomo con i piedi in acqua bollente e la testa nel ghiaccio, che ha una temperatura media.
Eh già, perché guardando i dati è facile capire che il problema è ben superiore al mese di stipendio, che già di per sé sarebbe sintomatico di un bel problema.
A Benevento, ad esempio, si spendono nel gioco (al lordo delle vincite e in base ai dati del 2014) 336 milioni di euro. Una raccolta pro capite di 1169 euro. Dunque, in base allo studio ogni sannita butta, tra macchinette, scommesse e altro quasi milleduecento euro in un altro. E qui torniamo alla statistica del corpo diviso tra piedi al caldo e testa in ghiaccio che dà come risultato una temperatura media.
Già, perché è chiaro che il calcolo è frutto della semplice divisione dei 336 milioni di euro giocati in un anno, con i 280mila abitanti residenti in provincia. Già così, tuttavia, si andrebbe ben oltre il mese di stipendio citato dalla Lorenzin come media italiana: in provincia di Benevento il reddito medio pro capite è di 7750 euro...e quindi 1200 euro, da queste parti, si mettono insieme in due mesi, sempre stando alle medie. In più, è lampante che le 280mila persone residenti nel Sannio non sono tutte frequentatrici di sale giochi, punti scommesse, siti di poker online.
Impossibile fare statistiche su quanti giocatori ci siano in provincia di Benevento e di questi quanti siano giocatori compulsivi, e ludopatici. Ma è normale, per concludere, che quei 1200 euro pro capite giocati vanno aumentati e tarati sul numero dei giocatori: un vero dramma. Un dramma che assume toni completamente diversi se si parla dell'industria del gioco: mentre a Benevento il bilancio per tutti i settori d'impresa è il segno meno, qui nel Sannio è cresciuto del 2,3 per cento in un anno: erano 88 le imprese attive nel 2014.
Leggermente migliore la situazione in Irpinia: più alta la mole di denaro finita nelle gettoniere delle macchinette (377 milioni di euro), minore però, in base alla vastitià della provincia, la spesa pro capite (840 euro): quel che è preoccupante, in Irpinia, è più che altro le dimensioni che sta assumendo il settore. Mentre a Benevento la crescita è del 2,3 per cento, in Irpinia tra un anno e l'altro le sale giochi sono spuntate come funghi: +32,3 per cento la crescita su base annuale.
Cristiano Vella