Il Governo mette sul tavolo un po' di fondi per opere pubbliche nei piccoli comuni, ma i comuni... non li chiedono. E' un evidente paradosso quello che emerge dalla pubblicazione della prima tranche di richieste di finanziamento presentate dagli enti locali nell'ambito del programma “Nuovi progetti di intervento” previsto dal decreto “Sblocca Italia”.
Un plafond da 100 milioni di euro riservato ai centri con popolazione fino a 5.000 abitanti. Evidentemente non grandi somme se si considera la platea dei potenziali beneficiari, superiore alle cinquemila unità. Ma pur sempre una opportunità per realizzare, come spiega la scheda illustrativa del Ministero Infrastrutture, “opere di riqualificazione e manutenzione del territorio, riduzione del rischio idrogeologico, incremento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, impianti per energia da fonti rinnovabili, messa in sicurezza degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici, alle strutture socio-assistenziali di proprietà comunale e alle strutture di maggiore fruizione pubblica”.
Opportunità verso la quale i piccoli comuni sanniti, massima parte del totale, si sono mostrati alquanto tiepidi. Sono soltanto 35 su 70 gli enti della provincia che hanno risposto al “click day” varato dal dicastero per richiedere l'assegnazione delle risorse. L'elenco è aperto dal Comune di Foglianise che ha letteralmente spaccato il secondo inviando la domanda alle 9 in punto del 13 maggio (giorno di presentazione delle istanze).
Via via nell'arco della giornata si sono susseguite le prenotazioni di Paupisi, Durazzano, Amorosi, San Nicola Manfredi, Torrecuso, Casalduni, Santa Croce del Sannio, Reino, Castelpagano, Cusano Mutri. Così come non si sono fatti trovare impreparati Pietraroja, Foiano Valfortore, Ceppaloni, Paupisi, Cerreto Sannita, Montefalcone Valfortore, Frasso Telesino, San Lorenzello, Apollosa, Fragneto Monforte, Pesco Sannita, Ponte, né sono mancati all'appello Campoli Monte Taburno, San Marco dei Cavoti, Dugenta, Torrecuso, Pannarano, San Lupo, Vitulano, Baselice, Moiano e Limatola. Per un totale dunque di 35 su 70 (fuori taglia i Comuni di Benevento, Montesarchio, Sant'Agata de' Goti, San Giorgio del Sannio, Airola, Telese, Apice, Guardia Sanframondi), ovvero solo uno su due.
Ma non tutto è perduto anche per i ritardatari. Il Ministero sul proprio sito ricorda che “Comuni o Unioni di Comuni possono ancora inoltrare le richieste entro il 28 maggio via posta elettronica certificata all'indirizzo mail specifico secondo la Regione o Provincia autonoma di appartenenza”. Per chi ha già formalizzato la richiesta si passerà agli adempimenti formali previsti dalla convenzione stipulata da Ministero Infrastrutture e Anci.
Paolo Bocchino