Benevento

Quattro giorni fa la condanna con rito abbreviato, per estorsione e tentata estorsione, a 3 anni ed 8 mesi, ora il nuovo arresto. Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Giuliana Giuliano su richiesta del sostituto procuratore Flavia Felaco, che la Squadra mobile ha notificato nella casa circondariale di contrada Capodimonte, dove sta scontando una pena definitiva, ad Annio De Luca (avvocato Luca Russo), 52 anni, di Benevento, già noto alle forze dell'ordine.

Per lui ancora le stesse accuse (oltre a quella di falso), stavolta ravvisate in quattro episodi – una estorsione e tre tentate - compresi tra marzo ed agosto 2018. Quando, spacciandosi per un ispettore della Questura di Benevento e, in un caso, per carabiniere, avrebbe messo nel mirino quattro uomini di Paduli, della provincia di Campobasso, Pietrelcina e Benevento, che erano in compagnia di donne dedite alla prostituzione.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver agganciato i malcapitati tra la rotonda dei Pentri, contrada Olivola, via Diacono e nei pressi della stazione ferroviaria, li avrebbe minacciati di procedere nei loro confronti, con multe dovute alle loro frequentazioni. Sanzioni tra 1000 e 3000 euro che avrebbero potuto evitare versando somme tra 50 e 100 euro.

Trecento euro è invece l'importo che avrebbe sborsato una delle vittime, alla quale aveva fatto credere, simulando un posto di controllo della polizia, ed addirittura stilando un falso verbale di accertamento, che avrebbe dovuto pagare per impedire che la moglie vedesse le sue foto con una prostituta.

Una minaccia, quella di rivelare alla consorte le sue abitudini, avanzata anche, nell'agosto dello scorso anno, nei confronti di un 80enne - una vicenda definita lo scorso 17 maggio, come detto, con la condanna di De Luca-.

Anche all'epoca era stato arrestato, gli era stato sequestrato uno smartphone i cui dati - spiega in una nota il Procuratore Aldo Policastro - sono stati al centro di  "un laborioso lavoro di analisi" da parte della Squadra mobile. Un'attività che ha consentito di identificare "diversi clienti ricattati, che hanno poi confermato, in sede di escussione, le minacce estorsive di cui erano stati vittime", sfociata nel provvedimento restrittivo eseguito oggi. Giovedì l'interrogatorio di garanzia.