Benevento

Prima la conclusione del controesame di Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting, che ad un tratto si è addirittura concesso il vezzo della vanità con una risposta in spagnolo (“Lingua imparata, al pari del tango argentino, durante gli anni in cui sono stato emarginato”) data all'avvocato Roberto Prozzo che – ha aggiunto - “da dieci anni mi perseguita”, poi l'esame di Felice Pisapia, ex direttore amministrativo, aperto dalle domande del pm Francesca Saccone.

Due degli otto imputati (Pisapia è anche parte offesa) nel processo relativo al filone politico dell'inchiesta sull'Asl, nel quale sono a giudizio anche Michele Rossi, ex direttore generale dell'Azienda sanitaria, l'ex parlamentare Nunzia De Girolamo, Gelsomino Ventucci, ex direttore sanitario dell'Asl, Luigi Barone, Giacomo Papa, collaboratori di De Girolamo, il sindaco di Airola Michele Napoletano.

Pisapia, in particolare, ha sottolineato che le “riunioni del direttorio servivano a sedare i contrasti nati, ad esempio, sulla revoca dei bandi di gara, sulla dislocazione dei presidi del 118”, sostenendo che “la direttiva era quella di favorire le aziende locali”. Pisapia, come è ampiamente noto, è il personaggio chiave dell'indagine, centrata su alcune delle vicende emerse dalle sue registrazioni dei colloqui, nell'abitazione paterna di De Girolamo, tra vertici dell'Asl e non solo.

Nel mirino, il trasferimento di un dirigente e di alcune strutture sanitarie, la nomina di un primario, il bar del Fatebenefratelli, le sedi Saut, le somme per i medici di cui sarebbe stata tentata la non compensazione. Storie racchiuse in accuse - alcune erano state formalizzate dopo l'imputazione coatta ordinata nell'aprile 2016 dal gip Cusani- che vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.

Oltre a Prozzo, sono impegnati nella difesa gli avvocati Vincenzo Regardi, Claudio Botti, Giandomenico Caiazza, Domenico Di Terlizzi, Paolo Abbate, Emilio Perugini, Mario Verrusio, Gaetano Coccoli, Vincenzo Sguera, Salvatore Verrillo e Luigi Supino.

Parti civili la Sanit (avvocato Natale Polimeni), Giovanni De Masi e Antonio Clemente, rappresentati dall'avvocato Giovannina Piccoli, il Fatebenefratelli (con l'avvocato Gerardo Orlando) e l'Asl (avvocato Annamaria Ziccardi).