In seguito alla mancata sottoscrizione dell’accordo sulla erogazione della “una tantum contrattuale” ai lavoratori del comparto sanità privata, la FP CGIL BN, nell'informare i lavoratori della grave perdita economica derivante dall’accettazione passiva di un accordo transattivo propinato dalle aziende, seguito da una larga diffusione ai propri iscritti di lettere di esplicito disaccordo all’adesione allo stesso, si è trovata di fronte ad un muro gigantesco, volutamente innalzato dalle direzioni aziendali del comparto delle cliniche private del beneventano, fortemente motivate a “spingere”i lavoratori ad accontentarsi di cifre, loro spettanti da contratto, decimate in virtù di uno scellerato accordo voluto da cisl e uil, e ad esclusivo beneficio dei datori di lavoro. A tal uopo ribadiamo che si tratta di soldi spettanti unicamente ai lavoratori, e per i quali i lavoratori non possono essere costantemente pressati per rinunciarvi in buona parte; è questo un atteggiamento asfissiante che non lascia spazi democratici al cittadino lavoratore, creditore di spettanze unicamente ad esso indirizzate. Pertanto le diffide diffuse dalla scrivente organizzazione sindacale tendono esclusivamente a garantire al lavoratore la facoltà di scegliere liberamente e senza atti perpetrati 'obtorto collo', se aderire o meno (o meglio, se rinunciare o meno) ad una indennità economica che è sacrosanta, e che cristallizza un diritto in capo al lavoratore, che è inalienabile, e pertanto, incondizionabile. Parimenti la diffida diffusa dalla Fp Cgil riguarda nello specifico l’invito ai datori di lavoro ad astenersi dall’intraprendere atteggiamenti condizionatori e asfissianti, e a lasciare liberi i lavoratori di vedersi riconosciuti un loro diritto, frutto del proprio lavoro.
"Una Tantum Contrattuale", la FP CGIL bacchetta le aziende
In seguito alla mancata sottoscrizione dell’accordo per il comparto della sanità privata
Redazione Ottopagine