Benevento

Sono stati entrambi convocati dai carabinieri per essere ascoltati nelle prossime ore come persone informate sui fatti. Senza la presenza di un difensore, che nel caso è l'avvocato Salvatore Verrillo.

Nulla di strano se ad essere invitati non fossero stati Cristina e Cristian Ciocan, sorella e fratello di Daniel Ciocan (assistito dallo stesso avvocato Verrillo), da tre anni indagato, per omicidio e violenza sessuale, nell'inchiesta sulla morte di Maria, 9 anni, rumena, che il 19 giugno 2016 era stata trovata senza vita, annegata, nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino.

Due persone da sentire a 'sommarie informazioni', obbligate a rispondere, ma non può essere escluso che, essendo prossimi congiunti di Daniel, possano avvalersi della facoltà di restarsene in silenzio di fronte alle domande dei militari.

Cristina, peraltro, era rimasta indagata, per concorso in tentato omicidio, fino a metà dello scorso gennaio, quando la sua posizione era stata archiviata dal gip Flavio Cusani, che nella stessa occasione aveva anche disposto la prosecuzione dell'attività investigativa per altri sei mesi a carico di Daniel, allargandola anche “come atto dovuto, stante le notazioni del Riesame a firma del presidente estensore Nicola Quatrano, nei confronti di Marius Ungureanu e di Andreea Elena Ungureanu”, il papà e la mamma della piccola, rappresentati dagli avvocati Fabrizio Gallo e Serena Gasperini.

Una qualità, quella di indagati, che i genitori hanno successivamente assunto, ma solo per violenza sessuale. Una circostanza che ha indotto l'avvocato Verrillo, convinto che dovesse essere prospettata nei loro confronti anche l'ipotesi omicidiaria, a presentare un mese fa un'istanza alla Procura generale di Napoli perchè avochi a sé l'inchiesta diretta dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo. Che, da parte sua, ha proposto ed ottenuto dal gip Giuliana Giuliano la fissazione di un incidente probatorio iniziato lo scorso 11 aprile, con l'affidamento ai professori Cristoforo Pomara, Ciro Di Nunzio (con il chimico Aldo Di Nunzio) e Francesco Sessa dell'incarico di procedere alla riesumazione della salma, all'esame autoptico e a quelli di natura genetica.

Operazioni per le quali erano stati indicati, per Daniel, il professore Fernando Panarese e la criminologa Ursula Franco, ed i professori Tatiana Mangiullo e Marina Baldi, ed i criminologi Roberta Bruzzone e Nicola Caprioli per i genitori di Maria.

Il disseppellimento era in programma il 17 aprile, ma è stato rinviato perchè i periti scelti dal Gip hanno evidenziato alcuni problemi: l'assenza, allo stato, di un elenco dettagliato del  materiale biologico attualmente a disposizione, e il prelievo di campioni di più organi effettuato all'epoca durante l'autopsia curata dal professore Claudio Buccelli e dalla dottoressa Monica Fonzo.