Non solo periferie. Avellino che aspetta con ansia il nuovo sindaco si scopre sempre più sporca e degradata anche in molte zone del centro, tra verde pubblico abbandonato e strutture dimenticate. L'Sos città di oggi parte dai giardini del tribunale. Spesso abbiamo sottolineato la fatiscenza del Palazzo di Giustizia ma non se la passa meglio il verde tutto attorno, ricettacolo di rifiuti con l'erba alta che arriva anche a coprire il cartello “Non calpestare le aiuole”. Un biglietto da visita poco edificante nel centro della città sotto gli occhi di avvocati e magistrati.
Ci spostiamo di un chilometro scarso. Da Piazza d'Armi a una traversa di via Colombo. Anche nel giardinetto di via Asmara, alle spalle di viale Italia la folta vegetazione arriva ormai ad ostruire il passaggio, una scritta imbratta il cancello d'ingresso e dalla fontana all'interno niente zampillio d'acqua ma solo cartacce e fogliame. Di fronte, in un ingresso secondario del vecchio ospedale Moscati, la musica non cambia: tutti si riempiono la bocca con la riqualificazione della struttura che aspetta gli uffici della Asl ma per ora ci sono solo sacche di degrado e sporcizia.
Rione Valle è una periferia sempre al centro delle promesse delle campagne elettorali dei candidati ma passano gli anni e le porte (anzi, la porta visto che ne è rimasta una, ndr) del campetto di calcio non ricorda più come sono fatte le reti. Chiudiamo a via Annarumma, l'ex caserma dei vigili del fuoco è ormai un rudere che rischia di diventare anche pericoloso, un edificio cadente, completamente abbandonato a se stesso e senza un progetto di recupero. A fianco una scuola che versa nelle stesse condizioni.
Sono solo alcune delle criticità della città, molte di competenza comunale, altre che interessano la sfera dei privati, ma speriamo che siano tra le prime priorità del nuovo sindaco. Decoro e pulizia, l'ordinario che ormai da troppo tempo ad Avellino si avverte come eccezione e non come regola.